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Western 2009 (in
attesa di un titolo: si valutano proposte!)
Occhio
Stanco seguiva col suo cavallo, un mustang un tempo selvaggio ma da lui
sapientemente domato e adesso cavalcato a fil di pelo, la lunga strada
ferrata che
da Tucson portava a Glendale. Tutt'attorno la vasta, polverosa prateria
sovrastata da un immenso cielo azzurro. La ferrovia aveva da poco
invaso il
territorio indiano e giustamente gli uomini liberi delle tribù
cercavano di
ribellarsi a questo sopruso, rifiutandosi di viaggiare a
pagamento sui
cavalli d'acciaio... che peraltro inquinavano l'ambiente con vapore,
fumo e
polvere di carbone. Com'erano lontani i bei tempi in cui l'uomo, per
spostarsi,
poteva contare solo sul proprio fido destriero. E com'era bello
sottrarre un
fido destriero dal recinto delle forze federali per domarlo e per
assoggettarlo, libero e selvaggio comunque, al volere libero e
selvaggio
dell'uomo libero e selvaggio. Insomma, Occhio Stanco ricordava ancora
la notte
che il suo fido Nuvola Passeggera, cavallo rosso veloce corridore delle
praterie,
faceva parte di un gruppo di cavalli del governo e lui, insieme a
Cervicale
Incriccata, Ginocchio Pazzo, Piloro Brontolante e Mira Fallace, lo
avevano
rubato per portarlo dal grande capo Leynonsakysonoyo. Che notte
drammatica, fu
quella!: i cinque giovani pellerossa penetrarono silenziosamente
nottetempo nel
campo dei visi pallidi e Occhio di Falco, cioè Occhio Stanco da
giovane, e gli
altri quattro sciolsero le briglie di quella magnifica bestia. Ma
purtroppo il
pingue Piloro Brontolante era partito per la missione senza
avere mangiato
abbastanza e il suo stomaco emise, proprio nel momento meno
opportuno, un
rumore che venne avvertito dalla guardia del campo dei militari,
svegliandolo
di soprassalto. La guardia sparò un colpo di fucile che colpì al
ginocchio
quello che allora si chiamava Corre i Cento in Sette Secondi; Cervicale
Incriccata non potè girare la testa dalla parte della guardia per via
del suo
cronico torcicollo e venne raggiunto da una palla del Winchester del
viso
pallido; Mira Fallace, attentissimo, fu pronto a rispondere al fuoco
della
guardia con una raffica di frecce che mancarono, inaspettatamente, di
colpirlo
e si inficcarono in tutti i pali del campo; Occhio di Falco, facendosi
scudo di
Corre i Cento ferito e zoppicante, riuscì a balzare sul cavallo e a
fuggire.
Il
mattino al campo, Occhio di Falco mostrò la sua preda al capo
Leynonsakysonoyo
che valutò il cavallo per un fulvo malaticcio e probabilmente
sofferente di
febbre da fieno. La sera arrivò al campo, sanguinante, Corre i Cento
che fu
subito curato dallo stregone con una fasciatura e un
impacco di
piante medicinali e con un infuso di erbe che gli annebbiarono
per sempre
la mente. Gli altri non fecero più ritorno e così Occhi di Falco poté
tenersi
il cavallo ed educarlo come desiderava. I due invecchiarono insieme
dividendo
cibo e giaciglio e naturalmente instaurando una profonda amicizia.
Il
vecchio guerriero ricordava i bei tempi della giovinezza e seguiva la
strada
ferrata, quando a un certo momento si sentì stanco ed ebbe il desiderio
di
tornare al campo. Ma il suo fido fulvo destriero Nuvola Passeggera
ansimava e
dava i segni inequivocabili di una prossima morte per asma, e per
questo motivo
Occhio Stanco, già Occhio di Falco, provò pietà per lui e provò a
desiderare un
passaggio sul treno che sarebbe passato da quelle parti intorno a
mezzogiorno.
Così smontò e, messosi di fronte al suo vecchio compagno di
scorribande,
pronunciò una vecchia preghiera di commiato. Poi estrasse il vecchio
fucile e
sparò un colpo al vecchio cavallo. Il fucile emise un "puff" e la
pallottola colpì l'animale all'orecchio sinistro, ma fu sufficiente per
sopprimerlo dolcemente. Occhio Stanco salutò il suo vecchio amico e
continuò il
suo cammino ai bordi della strada ferrata. Di lì a pochi chilometri
avrebbe
raggiunto la stazioncina di Green River. Però il sole era già alto e
Occhio
Stanco pensò che avrebbe forse dovuto affrettarsi un pochino. Certo,
poteva
sempre contare sui famosi ritardi delle ferrovie americane... ma volle
sapere
esattamente quanto tempo mancava all'arrivo del treno e, esattamente
come
facevano tutti gli indiani, pensò di posare l'orecchio sulla rotaia.
Ascoltando
attentamente avrebbe sentito le vibrazioni del convoglio e avrebbe
valutato il
tempo esatto del suo arrivo, consentendogli di decidere se affrettare
il
cammino o se, piuttosto, rimanere sul posto per saltare sul predellino
dell'ultima carrozza, come aveva già fatto in altre occasioni
contingenti.
Senza pagare, ovviamente, il biglietto all’odiata compagnia ferroviaria.
Occhio
Stanco si portò vicino al binario, si inginocchiò e poggiò l'orecchio
alla rotaia
sinistra. Percepì chiaramente la distinta vibrazione del treno in
arrivo, ma
volle cercare di valutarne l'intensità per essere preciso nella
previsione. Si
trattenne ancora qualche istante.
Il
macchinista della Western General Railroad, appena la sua macchina era
uscita
dalla grande curva a lato della collina, vide un vecchio indiano
proprio sulla
rotaia a mezzo chilometro di distanza. Suonò ripetutamente la sirena,
ma poi diede
pressione ai freni e fece inchiodare le ruote, anche se sapeva che a
quella
velocità non avrebbe potuto fermare in tempo il convoglio. Nulla da
fare, il
vecchio indiano era stato troppo veloce e scemo nell'inginoccharsi
sulla
rotaia, dando le spalle alla direzione dell'arrivo del treno. Quel
vecchio
indiano doveva essere orbo e sordo, come molti altri che ancora non si
erano
rassegnati a vedere sfrecciare nelle loro terre i “cavalli di acciaio”,
e che
continuavano a fare pericolose e inutili scorribande. Il treno, che
fino a quel
momento viaggiava in perfetto orario e sarebbe arrivato a Green River
esattamente a mezzogiorno, si
arrestò a
cento metri più avanti e di lì a pochi istanti il poliziotto in
servizio
stabilì che il povero vecchio pellerossa era in pessime condizioni
fisiche già
prima dell'incidente. Il macchinista aveva visto il vecchio indiano
troppo
tardi perché era appena dietro la piccola collina e aveva fatto tutto
il
possibile per avvertirlo del pericolo. I passeggeri furono leggermente
infastiditi dal ritardo di mezz'ora con cui il treno arrivò alla
stazione che
distava solo un paio di chilometri.
*
* * * *
Questa
storia non fu valutata abbastanza appassionante da John Ford e non
divenne mai
un film. Magari, se uno sceneggiatore in gamba la rende un po’ più
mitica e
trova il modo di farci entrare una rapina, un duello e un vecchietto
con la
dentiera traballante, potrebbe diventare un romanzo western niente male.
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