Active stabilized model rocket
CASIMIRO
Primo modello di razzo con sistemi di stabilizzazione attiva realizzato
in Italia
Pubblicazione sulla rivista SPORT ROCKETRY (USA)
Criscaso 2007
Sport Rocketry 3/2007 (maggio/giugno)
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Casimiro - Veicolo a razzo con giroscopi e motore orientabile su
sospensione cardanica - secondo volo agosto 2005
Criscaso
Experimental Rocketry
Casimiro su Sport Rocketry
Missili
sperimentali...
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Realizzazioni
in Italia (breve!)
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sperimentali:
- Casimiro
- Archimede
- Gimbal 7
Esperienze
acquisite, lezioni imparate, applicazione di modifiche, imprevisti
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Questa
pagina - giugno 2010
Come ottenere
soddisfazioni e riconoscimenti anche all'estero mediante lavori di
piccole dimensioni e sviluppando piccoli veicoli a razzo dotati di
piccoli motori e impiegando notevoli dosi di inventiva, creatività,
studio e determinazione.
Se avete in mente di provare a
costruire piccoli razzi dovete per forza iniziare con il modellismo.
Beh, per forza magari no, visto che anche nel nostro paese c'è gente
che sperimenta anche motori e propellenti e ormai è possibile
realizzarsi in casa anche elementi strutturali e aerodinamici se si ha
pratica con i compositi; ma in ogni caso, il colorato mondo del
modellismo offre la via più facile per imparare almeno le basi della
scienza missilistica. Poi, è chiaro, ognuno di noi ha una sua personale
visione dell'hobby che potrebbe benissimo andare d'accordo con la
filosofia commerciale e con il fatto di associarsi a un gruppo o a
un'associazione sportiva, pagare somme annuali, aiutare
nell'organizzazione di raduni ed eventi, e fare parte di un club
piuttosto esclusivo dotato di regolamenti simili a quelli delle
istituzioni segrete dei telefilm comici per sentirsi "uno dei pochi" (e
chi non è con noi è contro di noi! E ricordiamoci che l'amore vince
sempre sull'odio! E anche che siamo i migliori razzimodellisti degli
ultimi centocinquant'anni!)). Quasi tutti noi siamo passati da lì. Ma è
possibile, volendolo e sentendone la necessità, anche fare da soli e
realizzare piccole cose che danno notevoli soddisfazioni. Anzi, di più
proprio perchè si tratta di cose che i gruppi bollano come inutili,
impossibili o addirittura dannose e destabilizzanti. O perchè persi
dietro a realizzazioni talmente grandi e scintillanti che con i comuni
semplici appassionati non hanno più nulla a che fare (alcune
associazioni non hanno nemmeno lo scopo di fare associazione di
appassionati e sono costituite da due o tre tarantolati). Naturalmente
le associazioni e i gruppi del settore non danno nè spazio nè
visibilità a chi pensa con la propria testa e nel nostro paese era
persino nato un forum di sperimentazione che pareva il Ghetto di
Varsavia... Insomma, gli sperimentatori si fanno in casa tutto quanto
di cui hanno bisogno; missili ma non solo: si dotano anche di rampe,
centraline e attrezzature per non dover dipendere dai gruppi che di
fatto offrono ormai solo cose che non interessano più e che servono
solo a mantenere l'organizzazione. Chi fa da sè non è controllabile e
non è inquadrabile. E stiamo crescendo di numero, anche se non si vede
(perchè non abbiamo nemmeno bisogno di fare propaganda!).
Pensare con la propria testa è comunque la cosa più saggia e presto o
tardi molti degli appassionati cominciano a pensare di realizzare un
missile che abbia caratteristiche che con il modellismo hanno poco in
comune. Si tratta di sconfinare nell'experimental o nell'"amateur
rocketry". Magari perchè vedono in giro per il web, missiletti che
fanno cose incredibili. Molti passano per le pagine del mio sito e...
chiedono in giro. Naturalmente chiedendo in giro (e non a me) ottengono
risposte vaghe o paranoiche, tipo "ma va là... cosa vuoi che abbia
volato quel missiletto con i giroscopi, non è vero niente"; senza
contare che prima di farlo io avevo, per anni, detto in giro che volevo
farlo e ho anche mostrato passi intermedi dello sviluppo della mia
macchina. Si tratta di memoria corta, o, forse più esattamente, di
italica stupidità.
Lo sperimentale NON è, come si potrebbe supporre, tentare di costruire
missili enormi e potentissimi, e nemmeno solamente ridurre la
definizione allo studio dei motori e alla pratica di costruirseli in
casa. No, per entrare nello sperimentale è possibilissimo usare
qualcosa di molto prossimo al modellismo. Basta, nella maggior parte
dei casi, analizzare i regolamenti e chiedersi cosa si può fare di
stimolante e sicuro che non sia previsto nei regolamenti. Basta
PENSARE, e automaticamente ci si ritrova nel campo affascinante e
stimolante della sperimentazione.
Per esempio, pensare di rendere un modello smontabile, come ho
cominciato a illustrare nel mio sito nella pagina dedicata, equivale a
renderlo MOLTO critico agli occhi dell'RSO di un raduno: nessun pezzo è
stabilmente fissato e potenzialmente qualunque pezzo può essere la
causa di problemi durante il volo. Obbiettivamente, queste sono
condizioni che un raduno di modellisti non può accettare e quindi un
simile modello viene respinto o magari accettato, novità, in una
giornata dedicata esclusivamente all'experimental! Quindi anche le
associazioni ormai prendono atto che la gente vuole fare anche cose che
i regolamenti non prevedono... con tutti i rischi del caso. Un missile
dotato di caratteristiche sperimentali, per definizione, NON è adatto a
rispettare i regolamenti e quindi è passibile di imprevisti: gli
imprevisti sono ciò che rende un missile sperimentale molto più
interessante di un modellone costosissimo dotato di un motore
potentissimo, che se incollato come dicono le istruzioni e gli altri
esponenti del settore commerciale, funzionerà benissimo. Insomma, una
barba anche se arriverà a dodicimila metri.
Casimiro è un piccolo missile sperimentale! Non ha un solo pezzo
incollato, anche se ne possiede duecento. Possiede elettronica pensata
e sviluppata da me in forma piuttosto elementare che deve produrre
certi eventi che nessun apparecchio commerciale del settore RM possa
fare, possiede meccanica di precisione, possiede trovate tecniche
piuttosto riservate, possiede uno sviluppo che serve come base di
partenza per altri piccoli missili. Ma NON possiede un motore
sperimentale! Proprio perchè era necessaria la tranquillità di
funzionamento almeno nel settore propulsivo, il motore di Casimiro, che
può essere scelto tra l'Estes E9 e l'Aerotech F12, NON è fonte di
preoccupazioni o... diciamo così, SE dovesse accadere qualcosa in tal
senso, la colpa NON sarebbe mia. Esattamente come succede nella reale
missilistica, dove ogni componente di un veicolo spaziale è prodotto da
diverse industrie. In caso di disastro, si cerca, tra i rottami, la
causa del disastro. Casimiro ha un sacco di altri particolari tecnici
che avrebbero potuto non funzionare bene al primo colpo (come in
effetti è stato) e molti di essi potrebbero essere la cause di un volo
irregolare. In tal caso, le ripetute estenuanti prove e test hanno
permesso di ridurre parecchio i rischi di un volo incontrollato, anche
se non di azzerarli del tutto. E' esattamente ciò che succede nella
reale missilistica, dove in ogni lancio c'è il dubbio che qualcosa
possa non funzionare. Siccome un veicolo a razzo costruito da
tantissime parti ha più probabilità di NON funzionare bene e di
distruggersi, si capisce come lo sperimentale sia fatto per coloro che
apprezzano il rischio di fallire, esattamente il contrario
dell'italiota mentalità di primeggiare a qualunque costo, possibilmente
nella maniera più facile e comoda possibile. Di solito, acquistando
sempre il massimo della tecnologia per evitare di... pensare e
risolvere i problemi. Insomma, di far pensare altri al proprio posto.
L'importante è il fine di essere il primo e il più bravo, non quello di
imparare e inventare! Ma, evidentemente, non tutti la pensiamo così.
Poco dopo il secondo volo di Casimiro cominciai a mettere giù un
articolo pensato per la rivista americana, dato che avevo capito di
avere realizzato qualcosa di bello e soprattutto di ORIGINALE.
Contattai Thomas Beach, storico redattore della rivista. Dapprima mi
disse che il discorso della stabilizzazione attiva, spesso confuso con
il concetto di guida attiva, era da molti anni dibattuto negli USA e
fonte di tante idee e di poche realizzazioni. E che dopo l'undici
settembre l'attenzione delle autorità di pubblica sicurezza non vedeva
bene discorsi di razzi con sistemi di guida. Proseguendo a dialogare
con Thomas, capii che però quello che avevo combinato io era fonte di
interesse dal lato scientifico-divulgativo, perchè avevo impiegato un
veicolo molto piccolo e poco potente, così che gli aspetti "pericolosi"
ne erano del tutto assenti. Era esattamente quello che volevo
trasmettere e rifinii il mio articolo mettendo in evidenza soprattutto
l'aspetto dello sviluppo della "macchina" con modalità sperimentali.
Insomma, il mio piccolo veicolo a razzo è stato giudicato un ottimo
esempio di sperimentazione creativa nel campo del modellismo.
Dopo più di un anno, ormai non ci pensavo nemmeno più, ricevetti la
rivista, a cui ero abbonato. La apersi e trovai pubblicato il mio
articolo, solo leggermente corretto in alcuni piccoli particolari. Feci
alcune decine di copie a colori delle pagine del mio articolo per
distribuirle ad amici e conoscenti e in breve tempo cominciai a essere
contattato per email da gente lontanissima che leggeva la rivista.
Non uno delle decine di persone mi accusò di fare cose pericolose!
Tutti si complimentavano per la quantità di aspetti tecnici che avevo
descritto e per l'inventiva dimostrata nella costruzione di Casimiro.
Ci fu anche chi mi suggerì di brevettarlo, ovviamente esagerando perchè
in fondo non c'è nulla che valga la pena di essere brevettato. Un
dentista dell'Ohio mi chiese di venderglielo! Due tecnici della NASA si
spinsero a farmi complimenti da "uomo dei missili" e con uno di essi è
ancora in corso una profonda amicizia.
* * * * *
E' bello vedere, ancora oggi, giovani e meno giovani appassionati di
razzi che si aggirano nei forum e chiedono lumi, sui forum, di quello
che vedono sul mio sito. Fanno tenerezza. Ed è bello, a che, notare
come a loro venga risposto in maniera vaga su di me e sul mio piccolo
razzo. Se non ci credete, venitemi a trovare, che ve lo metto in mano.
E ne ho degli altri!
Qui la riproduzione delle pagine della rivista.
Sulla copertina di Sport
Rocketry il grande George Gassaway.
La terza pagina con il sommario.
In basso la STA di Casimiro 2003.
Il sottoscritto è uno dei POCHI,
in Italia, ad avere pubblicato DUE articoli sulla prestigiosa e storica
rivista statunitense. E ambedue con articoli originali e di contenuti
innovativi.
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