|
Immagini artistiche, retrò, vintage

Dedicate alla
macchina per scrivere. Poco per volta questa pagina raccoglierà una
lunga serie di fotografie e disegni davvero affascinanti. La macchina
per scrivere è stata raffigurata in tantissime occasioni, e non
dobbiamo pensare che oggi, nell'era del computer, ci sia molta
fantasia: tutto è già stato pensato molto tempo fa.
 La Olivetti
Valentina fu famosa in tutto il mondo. L'originale e pratico
astuccio (finchè non si rompevano i ganci di gomma) era usato dai
giornalisti come cestino per la carta straccia.

I caratteri
delle macchine per scrivere sono in acciaio ma risentono molto delle
condizioni economiche nelle varie epoche storiche. I caratteri sono
saldati a stagno sui martelletti (altrimenti dette leve, terminali
estremi del
cinematico, ovvero della catena di meccanismi che va dal tasto al
carattere che viene a contatto con la carta). Particolare tecnico da
pochi conosciuto: il carattere deve avere la stessa curvatura del rullo
di gomma su cui va a imprimere la lettera. Ogni leva ha una sua
inclinazione caratteristica, via via più accentuata partendo dal centro
del cestello (sempre la lettera H) verso l'esterno. Ogni carattere,
però, arrivando a contatto della carta, si troverà sempre perfettamente
posizionato in azimuth e in altezza (allineamento). I caratteri erano
prodotti in diversissimi stili di scrittura e le macchine erano vendute
anche con caratteri molto diversi, caratterizzando, tra l'altro, anche
un aspetto del "carattere" o dello stile di chi comprava la macchina.
Il carattere classico Olivetti era il Pica, ma molti giornalisti
preferivano quello che assomigliava al Bodoni.

Sensuale
minimalismo immaginifico. Quando si ha qualcosa da esprimere e una
macchina per fissare l'idea sulla carta, non serve nient'altro...

Si potrebbe
pensare che il computer sia un'invenzione recente ma, come possiamo
vedere, non c'è veramente nulla di nuovo sotto il sole.

Catena del
cinematico Triumph anni Cinquanta.

L'artista
Jeremy Mayer trasforma parti meccaniche di macchine per scrivere in
sculture raffiguranti esseri umani e animali.

La segretaria
lavora silenziosamente e indefessamente, laggiù nell'angolino
dell'ufficio.

Alla fiera si
presenta una "gigantografia" di una macchina per scrivere perfettamente
funzionante.

Che per
funzionare necessita di forze piuttosto elevate. Occorre salire con
tutta la persona per muovere i caratteri.

Jeremy Mayer,
ancora.

Sulla scrivania
felice e soleggiata c'è una Olivetti Diaspron 82.

Anche negli
anni Cinquanta le forme femminili (piuttosto diverse da quelle odierne)
accompagnavano talvolta una macchina per scrivere in uno sforzo
artistico. Non credo che si trattasse di una pubblicità, ma è chiaro
che i soggetti della foto sono due e non è del tutto certo quale dei
due sia quello prevalente. Quella stupenda Olympia in secondo piano
attrae il mio occhio quasi quanto la modella.

Scrittori-cani,
in giro per il mondo, ce ne sono tantissimi. Ma un gatto che pesta sui
tasti non è facile da vedere. Un libro da leggere, che parla di uno
scarafaggio che scrive a macchina è, di Don Marquis: "Archy e
Mehitabel".

Ancora Jeremy
Mayers. Capite, cosa voglio dire?

Una gloriosa
e vissuta Olivetti Lettera 32.
 La modella si
chiama Tina Fey, almeno così pare. La macchina è una Olivetti Lettera
22 ma con una tastiera non originale.

La stupenda
tastiera di una Olympia Traveller.

Una cartolina
degli anni Venti. La ragazza scrive qualcosa di appassionato per il suo
uomo lontano.

Diteggiatura
a dieci dita su una Underwood anni Venti. Anch'io ho studiato il
sistema a dieci dita, quello che ancora negli anni Ottanta era
insegnato a Dattilografia negli ITC. Ma già negli anni Cinquanta il
grande Alfredo Tombolini sbaragliava tutti nei campionati mondiali con
il suo sistema a quattro dita e con la sua Triumph da formula 1.
Tombolini arrivò a 912 battute al minuto e nemmeno il dettatore
riusciva a stargli dietro.
 La ragazza ha
un tormento interiore, forse deve mettere qualcosa sulla carta. Per
questo si dimentica di finire di vestirsi.
 Illustrazione
vittoriana per la macchina per scrivere. Alla fine dell'Ottocento le
macchine per scrivere erano molto eleganti e piene di decorazioni,
mentre il lavoro che svolgevano non era così raffinato.

Jeremy Mayers
al lavoro.

E' così
comoda che la puoi usare dappertutto, anche per terra in spazi
ristretti.

La ragazza
scrive sotto dettatura del Capo. Dopo dieci minuti sta per premere il
tasto "s". Ma il capo non sembra avere molta fretta.

Pubblicità
Underwood.

Cartolina
anni Dieci.

Cartolina postale con fotografia colorata a mano.
 Il
fascino dei tasti cerchiati in metallo cromato è qualcosa di
incredibile, che oggi pochi ricordano. Ogni tasto è un piccolo
capolavoro di meccanica, con almeno cinque elementi.
 Cartolina italiana anni Venti.
L'attrice degli anni Trenta Jean Harlow con una stupenda Remington Noiseless.
|