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Disegno criscaso, 2006



Modellismo spaziale



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Astrocam

La "faccenda" ricomincia, dopo una pausa di riflessione, nel 1992. Il negozio di modellismo che vedo da sempre di sfuggita durante le commissioni in una piccola via di Milano, a un bel momento ospita la scatola di montaggio di un razzetto che attira la mia attenzione. Da un anno vedevo in quelle vetrine scatole di montaggio di razzetti Estes ma fino a quel momento nessuna mi aveva veramente colpito perchè si trattava veramente di giocattolini e io stesso potevo, se volevo, procurarmi di meglio nel magazzino di fuochi artificiali che conoscevo bene laggiù nella bassa mantovana. L'Astrocam della Estes però mi colpisce perchè è... un veicolo che porta un carico utile! Vale a dire una piccola macchina fotografica che scatta una foto all'apice della sua traiettoria.
Così, dopo pochi giorni, entro nel negozio e dopo poche parole con il negoziante, che già mi conosce perchè gli ho anche riparato un paio di calcolatrici, esco con il kit sottobraccio. So già che dovrò costruirmi una centralina ma non me ne preoccupo troppo e comunque quelle che ho visto sul catalogo 1989 Estes fanno veramente pena per economicità e semplicità, paiono davvero giocattolini per bambini. Ci penserò io a farmi una centralina minimamente sicura ed affidabile, molto migliore della Estes.

Il kit è carino... qualche tubo di cartone e una ventina di pezzetti di plastica che devono essere unito con colle per formare il meccanismo della macchina fotografica. Nelle edizioni successive la macchina fotografica veniva dalla Estes fornita già assemblata e funzionante e suppongo perchè effettivamente non fu facile unire i pezzi plastici realizzando il perfetto funzionamento della macchina fotografica. Io sono un esperto meccanico e non ebbi difficoltà nel capire che alcuni elementi, una volta incollati, potevano dare problemi di scorrimento e di funzionamento, per cui fui attento e preciso e in un paio di casi operai qualche piccola modifica; fatto sta che una volta ultimata, la fotocamera presentava ancora un problemino che superai attingendo a tecniche meccaniche di stampo meccanografico. La fotocamera fu così oggetto di decine di scatti di prova dapprima  senza pellicola e poi con la cartuccia E110. Solamente quando fui certo che otturatore e comparto pellicola erano stagni, a prova di luce, scorrevolissimi e affidabili, pensai che il razzetto fosse pronto al lancio.
Acquistato in gennaio, Astrocam e la mia nuovissima originale centralina di lancio furono pronti appena per Pasqua.

Centralina xyz 1992
La centralina criscaso 1992.


Sabato prima di Pasqua, 18 aprile 1992, Cape Cadaveral riaprì il poligono di lancio, dopo sei anni dagli ultimi lancetti e dopo dieci dopo gli ultimi successi dei Rattols. Astrocam decollò da una rampa del tutto frettolosa e artigianale, oserei dire rozza e primitiva. Quel giorno era piuttosto ventoso e visto che il razzetto atterrò a cento metri di distanza dal punto di decollo, proprio in mezzo alle case del paese, decisi di fermarmi per studiare un altro punto di lancio e controllare il paracadute. Astrocam non aveva segni di danneggiamento e avevo ancora due motori C6-7. Poi avevo motori C6-5 che non erano molto adatti, per diverso impulso e durata, al corretto funzionamento della fotocamera.

Il secondo e il terzo lancio furono effettuati il giorno di Pasqua, spostando il punto di lancio di circa ottanta metri più a Sud. C'era meno vento e recuperammo Astrocam a brevissima distanza. Ebbi un problemino di leggera bruciatura al paracadute al secondo lancio (il terzo della serie) e decisi che per lanciare ancora l'indomani (ultimo giorno di vacanza!) dovevo fare un paio di piccole riparazioni.

Il giorno seguente Astrocam fu lanciato altre tre volte, con motore Estes C6-5. Ovviamente non era un comportamento saggio, dato che tre lanci andati a buon fine dovevano suggerirmi di considerare il veicolo prezioso e degno di sospensione dai voli allo scopo di estrarre la pellicola per farla sviluppare. Mi accorsi di tali saggi imperativi proprio al terzo lancio, quando Astrocam atterrò sul tetto della casa di un vicino che era al momento assente e non si sapeva quando sarebbe tornato. La giornata fu calda e Astrocam passò l'intera notte all'aperto, facendomi temere per la pellicola. La mattina seguente recuperammo il razzetto grazie alla gentilezza del simpatico signore che si allarmò pochissimo quando gli dicemmo che dovevamo recuperare un razzo caduto sulla sua casa...

Astrocam era in ottime condizioni ed estrassi la pellicola una volta messa in sicurezza. Portai la pellicola a un fotografo specificando chiaramente a caratteri cubitali che desideravo invertire le immagini che erano state riprese mediante uno specchio angolato. Difatti mi arrivarono, stupende e mozzafiato... invertite! Ripetei la gentile richiesta minacciando ritorsioni bombarole alla famiglia dell'esercente il negozio di fotografia da parte di amici palermitani poco inclini alla pazienza e pochi giorni più tardi ebbi queste foto:




Astrocam 180492

Primo volo, sabato. Campi coltivati appena fuori paese, circa mezzo chilometro di distanza. L'altezza stimata del veicolo per realizzare questa foto è di circa centocinquanta metri. Angolazione di circa 45 gradi dalla verticale.

Astrocam 190492a

Immagine a circa cento metri di quota, praticamente verticale, ovvero con la fotocamera puntata verso terra (inclinazione di pochi gradi dalla verticale). La distanza tra le case è di circa dieci metri al minimo e tra le due case a destra si nota una specie di riflesso di luce causato da un oggetto metallico che rifletteva la luce del sole. Ciò significa che un simile sistema di ripresa dall'alto può avere utilità di prospezione del terreno. Vabbè, adesso però cerchiamo di non andare troppo in là... nel 1992 non esistevano telecamerine e sistemi di trasmissione video affidabili e leggeri. Questo risultato era eccezionale per l'epoca. Ultimo particolare: casa mia è mancata di un pelo, appena a destra dell'ultima casa riprodotta.

Astrocam 190492b

Casa del dottore del paese, ripresa angolata da circa centocinquanta metri di quota. Le ombre degli alberi dicono che il sole era alto nel cielo e l'illuminazione è ottima per ricavare dei dati dalle immagini. Il veicolo si trovava in questo momento proprio sulla verticale della strada di mezzo del paese, a circa cinquanta metri dal punto di decollo. Ciò suggerisce, a posteriori, la necessità di lanciare questo tipo di razzetto ad almeno centocinquanta metri da case e alberi.

* * * * *

Astrocam è davvero un razzetto carino e ben fatto, almeno all'epoca in cui l'ho comprato. Il negoziante mi disse che nessuno gli aveva portato foto decenti e quando vide le mie... rimase colpito e volle le copie. Per sdebitarlo nei miei confronti mi spinsi a richiedergli una confezione di motori, cosa che accettò. Le mie foto finirono per mesi nella sua vetrina e io ebbi le prime soddisfazioni con il razzimodellismo. Ma fu anche la prima e unica volta che realizzai un kit da istruzioni... perchè da allora in poi misi del mio in tutti i miei razzetti successivi, anche in un altro modello Estes e poi, poco per volta, partii per una vita di sperimentazione anche sui prodotti commerciali. Cominciai pochi mesi più tardi con l'Estes Saturn V, che mi permise di progettare Policarpo. Di questo parlo nella apposita pagina.



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