Modellismo
spaziale
Cosa
diamine è il "modellismo spaziale"?
Criscaso
è la filosofia del modellismo di razzi
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Experimental
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Astrocam
La
"faccenda" ricomincia, dopo una pausa di riflessione, nel 1992. Il
negozio di modellismo che vedo da sempre di sfuggita durante le
commissioni in una piccola via di Milano, a un bel momento ospita la
scatola di montaggio di un razzetto che attira la mia attenzione. Da un
anno vedevo in quelle vetrine scatole di montaggio di razzetti Estes ma
fino a quel momento nessuna mi aveva veramente colpito perchè si
trattava veramente di giocattolini e io stesso potevo, se volevo,
procurarmi di meglio nel magazzino di fuochi artificiali che conoscevo
bene laggiù nella bassa mantovana. L'Astrocam della Estes però mi
colpisce perchè è... un veicolo che porta un carico utile! Vale a dire
una piccola macchina fotografica che scatta una foto all'apice della
sua traiettoria.
Così, dopo pochi giorni, entro nel negozio e dopo
poche parole con il negoziante, che già mi conosce perchè gli ho anche
riparato un paio di calcolatrici, esco con il kit sottobraccio. So già
che dovrò costruirmi una centralina ma non me ne preoccupo troppo e
comunque quelle che ho visto sul catalogo 1989 Estes fanno veramente
pena per economicità e semplicità, paiono davvero giocattolini per
bambini. Ci penserò io a farmi una centralina minimamente sicura ed
affidabile, molto migliore della Estes.
Il kit è carino...
qualche tubo di cartone e una ventina di pezzetti di plastica che
devono essere unito con colle per formare il meccanismo della macchina
fotografica. Nelle edizioni successive la macchina fotografica veniva
dalla Estes fornita già assemblata e funzionante e suppongo perchè
effettivamente non fu facile unire i pezzi plastici realizzando il
perfetto funzionamento della macchina fotografica. Io sono un esperto
meccanico e non ebbi difficoltà nel capire che alcuni elementi, una
volta incollati, potevano dare problemi di scorrimento e di
funzionamento, per cui fui attento e preciso e in un paio di casi
operai qualche piccola modifica; fatto sta che una volta ultimata, la
fotocamera presentava ancora un problemino che superai attingendo a
tecniche meccaniche di stampo meccanografico. La fotocamera fu così
oggetto di decine di scatti di prova dapprima senza pellicola
e
poi con la cartuccia E110. Solamente quando fui certo che otturatore e
comparto pellicola erano stagni, a prova di luce, scorrevolissimi e
affidabili, pensai che il razzetto fosse pronto al lancio.
Acquistato in gennaio, Astrocam e la mia nuovissima originale
centralina di lancio furono pronti appena per Pasqua.

La centralina criscaso 1992.
Sabato
prima di Pasqua, 18 aprile 1992, Cape Cadaveral riaprì il poligono di
lancio, dopo sei anni dagli ultimi lancetti e dopo dieci dopo gli
ultimi successi dei Rattols. Astrocam decollò da una rampa del tutto
frettolosa e artigianale, oserei dire rozza e primitiva. Quel giorno
era piuttosto ventoso e visto che il razzetto atterrò a cento metri di
distanza dal punto di decollo, proprio in mezzo alle case del paese,
decisi di fermarmi per studiare un altro punto di lancio e controllare
il paracadute. Astrocam non aveva segni di danneggiamento e avevo
ancora due motori C6-7. Poi avevo motori C6-5 che non erano molto
adatti, per diverso impulso e durata, al corretto funzionamento della
fotocamera.
Il secondo e il terzo lancio furono effettuati il
giorno di Pasqua, spostando il punto di lancio di circa ottanta metri
più a Sud. C'era meno vento e recuperammo Astrocam a brevissima
distanza. Ebbi un problemino di leggera bruciatura al paracadute al
secondo lancio (il terzo della serie) e decisi che per lanciare ancora
l'indomani (ultimo giorno di vacanza!) dovevo fare un paio di piccole
riparazioni.
Il giorno seguente Astrocam fu lanciato altre tre
volte, con motore Estes C6-5. Ovviamente non era un comportamento
saggio, dato che tre lanci andati a buon fine dovevano suggerirmi di
considerare il veicolo prezioso e degno di sospensione dai voli allo
scopo di estrarre la pellicola per farla sviluppare. Mi accorsi di tali
saggi imperativi proprio al terzo lancio, quando Astrocam atterrò sul
tetto della casa di un vicino che era al momento assente e non si
sapeva quando sarebbe tornato. La giornata fu calda e Astrocam passò
l'intera notte all'aperto, facendomi temere per la pellicola. La
mattina seguente recuperammo il razzetto grazie alla gentilezza del
simpatico signore che si allarmò pochissimo quando gli dicemmo che
dovevamo recuperare un razzo caduto sulla sua casa...
Astrocam
era in ottime condizioni ed estrassi la pellicola una volta messa in
sicurezza. Portai la pellicola a un fotografo specificando chiaramente
a caratteri cubitali che desideravo invertire le immagini che erano
state riprese mediante uno specchio angolato. Difatti mi arrivarono,
stupende e mozzafiato... invertite! Ripetei la gentile richiesta
minacciando ritorsioni bombarole alla famiglia dell'esercente il
negozio di fotografia da parte di amici palermitani poco inclini alla
pazienza e pochi giorni più tardi ebbi queste foto:
Primo
volo, sabato. Campi coltivati appena fuori paese, circa mezzo
chilometro di distanza. L'altezza stimata del veicolo per realizzare
questa foto è di circa centocinquanta metri. Angolazione di circa 45
gradi dalla verticale.

Immagine
a circa cento metri di quota, praticamente verticale, ovvero con la
fotocamera puntata verso terra (inclinazione di pochi gradi dalla
verticale). La distanza tra le case è di circa dieci metri al minimo e
tra le due case a destra si nota una specie di riflesso di luce causato
da un oggetto metallico che rifletteva la luce del sole. Ciò significa
che un simile sistema di ripresa dall'alto può avere utilità di
prospezione del terreno. Vabbè, adesso però cerchiamo di non andare
troppo in là... nel 1992 non esistevano telecamerine e sistemi di
trasmissione video affidabili e leggeri. Questo risultato era
eccezionale per l'epoca. Ultimo particolare: casa mia è mancata di un
pelo, appena a destra dell'ultima casa riprodotta.

Casa
del dottore del paese, ripresa angolata da circa centocinquanta metri
di quota. Le ombre degli alberi dicono che il sole era alto nel cielo e
l'illuminazione è ottima per ricavare dei dati dalle immagini. Il
veicolo si trovava in questo momento proprio sulla verticale della
strada di mezzo del paese, a circa cinquanta metri dal punto di
decollo. Ciò suggerisce, a posteriori, la necessità di lanciare questo
tipo di razzetto ad almeno centocinquanta metri da case e alberi.
* * * * *
Astrocam
è davvero un razzetto carino e ben fatto, almeno all'epoca in cui l'ho
comprato. Il negoziante mi disse che nessuno gli aveva portato foto
decenti e quando vide le mie... rimase colpito e volle le copie. Per
sdebitarlo nei miei confronti mi spinsi a richiedergli una confezione
di motori, cosa che accettò. Le mie foto finirono per mesi nella sua
vetrina e io ebbi le prime soddisfazioni con il razzimodellismo. Ma fu
anche la prima e unica volta che realizzai un kit da istruzioni...
perchè da allora in poi misi del mio in tutti i miei razzetti
successivi, anche in un altro modello Estes e poi, poco per volta,
partii per una vita di sperimentazione anche sui prodotti commerciali.
Cominciai pochi mesi più tardi con l'Estes Saturn V, che mi permise di
progettare Policarpo. Di questo parlo nella apposita pagina.
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