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Razzimodellismo
Il problema della stabilizzazione attiva di razzomodelli. Razzimodellismo e sperimentazione, ricercatori e altri tentativi nel mondo.
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Febbraio 2007 La stabilizzazione attiva di un modello di razzo è materia estremamente ostica, difficoltosa e costosa. Ma anche fonte di enormi soddisfazioni, se perseguita con metodo, pazienza e tenacia. Per questi motivi e molti altri, come si può supporre, veramente pochi sono nel mondo i "ricercatori", "sperimentatori" o "razzimodellisti" che dir si voglia che si cimentano in questo campo. E certamente, i vecchi razzimodellisti che oggi si definiscono "modellisti spaziali" NON capiscono queste cose e non fanno altro che ignorare. Peccato. Per loro, perché nel mio piccolo, grazie ai miei studi e alla mia testardaggine, ho avuto modo di conoscere ricercatori, altri sperimentatori del settore e anche persone in NASA. Già, davvero ristretta la mentalità dei modellisti spaziali, MOLTO MEGLIO che non ci sia NULLA in comune!
La stabilizzazione attiva non è per tutti, evidentemente... meglio lasciar perdere se si desidera ottenere risultati in poche settimane, perché non esistono apparecchiature commerciali, nè kits, nè facilities che sostengano sforzi poco motivati. Bisogna invece studiare e provare e sostenere spese considerevoli con la consapevolezza che il risultato finale, ancorchè raggiungibile, non è facilmente raggiungibile e sicuramente non lo è al primo colpo. All'inizio del mio programma avevo cominciato a richiedere informazioni, come ho spiegato in altre pagine, ai grandi razzimodellisti italiani, giusto uno o due, che nella lista di discussione furono molto vaghi e liquidarono la faccenda con frasi tipiche di chi non ha bene a fuoco il problema ("inutile", "impossibile"). Così cominciai a raccogliere informazioni e materiali per i miei primi esperimenti e poi a cercare sul web. Scoprii immediatamente che, al contrario, alcuni gruppi esteri erano già riusciti, anche parecchi anni addietro, a realizzare modelli di razzo con sistemi di stabilizzazione. Il primo sito che trovai fu UKRocketman, un ottimo sito che divulga esperienze di sperimentazione nel RM. Trovai una interessantissima pagina proprio su un sistema che prevedeva una sospensione cardanica per il motore a razzo. Ecco il link: In particolare fu la pagina sui "gimballed motors" che mi sconfinferava non poco, anche perché trattava di un sistema meccanico che a me personalmente non piaceva moltissimo e invece mi entusiasmò sul giroscopio meccanico, cosa che all'epoca stavo realmente provando a mia volta. Oggi quella pagina è ancora identica e, in fondo a essa, trovate il link al mio sito, che testimonia lo scambio di gentilezze e di informazioni. http://www.ukrocketman.com/rocketry/gimbal.shtml I ragazzi hanno aggiunto il link dopo avere visionato i miei risultati con Casimiro dell'agosto 2005.
* * * * * Poco tempo dopo scoprii il sito di un grande gruppo di sperimentazione, un gruppo estremamente professionale e organizzato, dedito a programmi di elettronica, telemetria e carichi utili. Queste pagine furono per me fonte di ispirazione soprattutto riguardo all'organizzazione e al trattamento scientifico delle informazioni raccolte e dei dati che man mano accumulavo. Andrew rispose sempre gentilmente alle mie mail che spedii subito dopo i miei lanci. In particolare, pochi giorni dopo il secondo volo di Casimiro, ricevetti questo messaggio: ----- Da: Andrew Greenberg [andrew@psas.pdx.edu] -----
Proseguiamo con il sito di Adriano Arcadipane, un giovane sperimentatore che ha collaborato al mio programma di studio sulla stabilizzazione attiva, per la parte successiva a Casimiro (Archimede). Il suo sito è denso di esperimenti e mostra il modo di procedere del ricercatore appassionato.
Un giovane ragazzo inglese che sta laureandosi in ingegneria aerospaziale a Cambridge, David Wyatt, ha pubblicato sul suo sito alcuni lavori e parte della sua tesi che prevede la costruzione di un piccolo veicolo volante propulso con un motore a razzo commerciale (E9 e G12) e stabilizzato mediante getti di gas CO2. David Wyatt cita sui suoi lavori il mio Casimiro e lo tratta anche come elemento di comparazione, insieme al Gyroc di James McFarland, per lo studio del suo sistema, che prevede, ovviamente, un motore fisso. Il suo Kestrel è un veicolo ancora in corso di sviluppo che ricorda, nella forma e nei sistemi imbarcati, un LEM. Bravissimo siamo stati anche brevemente in contatto. Tra ricercatori ci si intende... Ecco il link al suo sito: http://www.davidwyatt.me.uk/rocketry/index.html
Cristiano
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