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Centralina di lancio semplice
(1992) Realizzazione di una
semplice centralina di lancio dotata di caratteristiche elettriche e
pratiche migliori di quelle commerciali.
Nel 1992, come ho detto, partii con l'Astrocam. Che non era uno starter set ma un modello e stop. Niente rampetta di lancio in plastica e niente centralina di lancio a pile. Questi articoli potevano essere acquistati a parte ma in ogni caso erano di difficile reperibilità. Vidi questi articoli sul catalogo Estes e decisi che mi parevano molto semplici e piuttosto "infantili". Decisi così che con la mia ormai antichissima esperienza di meccanico-elettronico potevo benissimo arrangiarmi e costruire qualcosa di più robusto ed affidabile. Cominciai dalla centralina che realizzai addirittura più velocemente del modellino stesso, dato che saldatore, viti e componenti elettronici per me erano proprio pane. Non avevo l'appoggio di nessuno nel RM e ovviamente non avevo alcun punto di riferimento più esperto cui far riferimento (frase tautologica che concorre al premio "Tautologia 2005", legere sul sito per le ultime modalità del concorso), e come al solito mi concentrai e pensai a COSA mi doveva servire e a COME realizzare un apparecchio duraturo nel tempo e di semplice uso. La centralina fu completata in pochi giorni ricorrendo ad alcune parti elettroniche di recupero e ad altre nuove di magazzino. Avevo previsto molte cose che mi sarebbero servite nei seguenti anni in vista di uno sviluppo del mio operato nel RM. Un interruttore a chiave molto costoso era l'elemento più interessante. La chiave rende funzionante la centralina e un cicalino piuttosto fastidioso avverte che la centralina è pronta a fornire tensione all'accenditore se qualcuno preme il pulsante di start. Per i sordi un LED fa la stessa cosa ma richiede ovviamente molta più attenzione visiva. Diciamo che non ero arrivato al punto di implementare un trasduttore Braille ma devo dire che attualmente comincio a pensarci seriamente (settembre 2004). Sul pannello è presente anche un simpatico strumentino microamperometro ricavato da una antica macchina calcolatrice professionale da ufficio, una cosa costosissima che dopo una ventina d'anni di lavoro aveva smesso di funzionare per sempre e ahimè, era stata "seppellita" con tutti gli onori. Naturalmente DOPO averla saccheggiata di minuteria elettronica e componentistica assolutamente fantastica. Il piccolissimo strumentino è utilizzato come voltmetro e indica lo stato di carica della batteria. Lateralmente la centralina offre due morsetti a serrafilo del tipo usato negli alimentatori da laboratorio e si può collegare una piattina di fili dotata di banane, coccodrilli o ancoraggi ad anello o anche semplici fili. Insomma, il massimo della versatilità. Infine, una presa giapponese per la ricarica dell'accumulatore, all'epoca una piombo-gel da 6Volt e 3 Ah. Una serie di fotografie renderà evidente la semplicità di costruzione e la assoluta efficacia del sistema di accensione, che ha dimostrato ottime caratteristiche tra il 1992 e il 1997.
La mia prima centralina, nella versione originale. Il volume appoggiato sopra è quello delle istruzioni per l'LCO.
Vista laterale senza l'ausilio del flash della fotocamera digitale, non so perché. Comunque si notano le due boccole serrafilo e la presa per la ricarica dell'accumulatore.
Vista dell'interno della centralina e della circuiteria. Semplicissima e robusta. La grossa batteria occupa tutto lo spazio e per tenerla ferma bastano alcuni pezzi di spugna sintetica.
Nel luglio 2004 la centralina è stata rimodernata ed "upgradata", orrendo termine tratto dall'informatica che significa praticamente la stessa cosa ma che sottintende che l'operazione sia stata migliorativa. Adesso la centralina è dotata di una batteria al piombo-gel da 12Volt 1,3 Ah che la rende utilizzabile con qualsiasi accenditore. Un pulsante di start più grosso e capace di trasportare più corrente sostituisce quello vecchio e il circuito ha subito pochissime modifiche per la possibilità di ricarica dall'esterno e anche per essere collegata a una batteria esterna a 12Volt. Il sistema di segnalazione della carica dell'accumulatore è rimasto identico e ha richiesto solamente una leggermente diversa taratura. Il funzionamento della centralina è rimasto identico.
L'antica centralina è oggi impiegabile per qualunque tipo di accenditore, anche in cluster di due. Un nuovo circuito elettrico rende possibile il collegamento di una batteria esterna. Il cavetto rende possibile anche l'uso delle antiquate pinzette a coccodrillo, così che la si possa utilizzare anche per lanci costruiti da altri modellisti (antiquati anch'essi, ma evidentemente non li si può sopprimere...). Sono piuttosto orgoglioso della mia vecchia centralina, sniff, non posso certo buttarla via. In ogni caso è allo studio un nuovo sistema modulare che potrà essere usato per sessioni di lancio impegnative. Inoltre essa avrà il compito di interfacciarsi con i nuovi veicoli che richiederanno controlli ed attivazioni da postazione remota. L'esperienza con Casimiro è molto importante perché rappresenta una sorta di evoluzione della mia tecnologia e anche una svolta nel processo di progetto del veicolo, del tutto dipendente dalle installazioni di terra.
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