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Micromissili con motore
MicroMaxx
Testo originale scritto per la ml di Razzimodellismo,
11 novembre 2001.

Foto Xyz. Una catervina di
micromodelli a razzo.
Non vi parlerò di HPR. Nuove tecnologie. Scusate la
lunghezza.
La coca cola che servono da McDonald's è paurosamente
annacquata dalle montagne di ghiaccio che ci mettono dentro, con lo scopo
di gelare le fauci al malcapitato frettoloso avventore che deve fare lo
spuntino prima di tornare in ufficio. Così, tra le altre cose, egli non è
nemmeno in grado di andare a fare rimostranze: lingua
anestetizzata.
Però una cosa positiva, in tutto questo,
c'è.
La cannuccia che infilano nel bicchiere di cartone tappato con
il dischetto di plastica ha un diametro che è assolutamente perfetto per i
motori Micro-Maxx. Non è possibile utilizzare altre cannucce. Quelle, di
per sé già rarissime, da 6 millimetri, NON permettono di infilare il
minuscolo motorino. Esistono anche quelle da 7 millimetri (e c'è da
chiedersi a che diametri si possa arrivare con le cannucce, e quali oscuri
disegni spingano i fabbricanti ad aumentare continuamente il diametro
delle cannucce!), ma. evidentemente, allora il motore va fissato con
qualche dispositivo.
Invece con le meravigliose cannucce
"statunitensi" si ha una perfetta fusoliera per micro-missili. Il motore
entra a frizione e resta perfettamente fissato. Mostruoso.
Foto Xyz. Una cannuccia
McDonald's, un motorino MicroMaxx e una scheda telefonica. Manca solo
l'ogiva che al momento della foto è rotolata giù dal tavolo. Ma c'era, ve
lo assicuro.
Laonde, non resta che prendere un cilindretto di
balsa da 7/8 millimetri, alto da uno a tre centimetri, infilarci nel mezzo
uno stuzzicadenti (incollandolo con una goccia di ciano) e, dopo mezz'ora
di asciugatura, fissare il tutto al trapanino, agguantando un pezzetto di
carta vetrata di grana media.
Si fa girare velocemente il trapanino
e, con mano ferma, si utilizza la carta vetrata per far assumere al
cilindretto la forma di un'ogiva. Non preoccupatevi per il polverone che
combinerete. Naturalmente il giochetto verrà bene dopo alcuni tentativi.
Se portate gli occhiali come me, come al solito calerà la nebbia. Bisogna
fermarsi ogni tanto per controllare di non assottigliare troppo il
cilindretto, altrimenti non si otterrà la perfetta corrispondenza del
diametro dell'ogiva con quello della fusoliera McDonalds. Quindi, verso la
fine si userà carta vetrata fine per rifinire il lavoretto e per eseguire
anche la spalla dell'ogiva, scavando un decimo di millimetro di più alla
base dell'ogiva, per un'altezza di cinque millimetri.

Foto Xyz. Tre microogive in
diversi stadi di lavorazione.
Voilà, ecco fatta l'ogiva. Basta un minimo di
pratica e si ottengono ogive perfette (siete sicuramente più bravi di me
nell'usare la balsa e sapete meglio di me come fare). Bisogna stare
attenti a ottenere un elemento che si infili a leggera pressione ma possa
saltare via abbastanza facilmente con la minuscola carica di deploy. Cioè
l'ogiva deve avere ovviamente meno frizione del motore. Ho trovato utile
rivestire di attak l'ogiva per indurirla ed appesantirla. Dopo
l'asciugatura bisogna ovviamente rifinirla con lo stesso sistema con carta
vetro molto fine (e moltissima pazienza, perché adesso ci vuole molto più
tempo per lisciarla).
Ho trovato utile lasciare un pezzetto dello
stuzzicadente attaccato alla base dell'ogiva per il semplice fatto che
serve ad appesantirla ed in secondo luogo perché permette il fissaggio di
materiale da zavorra (esempio microsferette, microscopici pezzetti di
pongo, gomma-pane, eccetera).

Foto Xyz. L'ogiva in basso è
appesantita con gomma pane colorata.
Sì, perché adesso si tratta di progettare il
missile.
Ho provato con il Rocksim, che lo permette. Purtroppo non
dispongo del motore MicroMaxx nella mia lista di motori, ma è sufficiente
per vedere dove si collochi il CP a seconda del disegno delle pinne. E
poi, una volta deciso il disegno degli alettoncini, si comincia a
ritagliarli. Ho trovato utile impiegare le tessere per la ricarica dei
cellulari, o, meglio, i calendarietti di plastica sottilissima, elastica e
resistentissima. E molto appropriata. Insomma, mi pare
perfetta.

Forse vinco il Rocksim d'oro per
la progettazione della più piccola sciocchezza volante con propulsione a
razzo.
Il problema del fissaggio è piuttosto
ostico, la ciano non è molto amichevole con il particolare tipo di
plastica della cannuccia, ma, insomma, le pinne risultano fissate. Dovrei
provare forse con la bicomponente.
Non è finita.
Dato che il
motorino è in tutto e per tutto un vero signor motore, esso possiede una
carica di deploy. Che deflagra all'interno della fusoliera. Ma la
fusoliera è di plastica. Corriamo il rischio di deformare il razzetto al
primo volo, con una parziale fusione della sezione sovrastante il motore.
E bisogna considerare che sarebbe opportuno un fermo motore verso l'alto,
per evitare di "perdere" il motore all'interno del missiletto. La
soluzione che ho trovato è semplice, ma, come al solito, richiede un po'
di pazienza.
Una volta appurato il disegno del missiletto e
stabilito che il CP è abbastanza arretrato. dobbiamo decidere la lunghezza
della fusoliera, considerando che la massa dell'ogiva è veramente
minuscola, rispetto al motore (si parla sempre di piccolezze). E quindi è
opportuno scegliere lunghezze notevoli. Ho trovato molto buona una
fusoliera di 14-15 centimetri.

Foto Xyz. Due esemplari di micromissile. Il
primo in alto è una variante con una fusoliera più lunga, quello in basso
è completo e pronto al lancio. Si nota il
filo della "shock cord". La shock-cord rappresenta il problema più grosso
nella costruzione del modellino.
Anche così, considerando un'ogiva lunga
DUE centimetri il CG del mio prototipo (il terzo) si colloca a brevissima
distanza anteriormente al CP. La soluzione risponde
contemporaneamente a DUE problemi: migliorare il CG e ovviare al problema
del fermo motore.
Ho preso un foglio di carta normalissimo,
ritagliando una striscia lunga 7 centimetri. La arrotolo ben stretta, in
modo da ottenere un tubo sottilissimo, tale da entrare nella fusoliera.
Bisogna metterci una quantità di carta tale da formare un tubino di carta
con diciamo tre giri. Il resto, dopo prove sperimentali, viene tagliato
via (diciamo che ci vorranno pochissimi centimetri di carta, in
fondo).
Come infiliamo il rotolino di carta all'interno della
fusoliera, esso tenderà naturalmente ad espandersi, aderendo piuttosto
bene alla fusoliera. Perfetto, proprio quel che ci serve. Bisogna in
pratica che restringiamo la fusoliera MA non la occludiamo, in modo da far
passare i gas per l'espulsione. A questo punto si infila il motorino e lo
si avanza nella fusoliera, per spingere il rotolino di carta all'interno.
Ci si ferma quando il motorino sporge per 4 o 5 millimetri all'esterno
(sì, perché c'è il problema di poterlo sfilare, dopo il
lancio).
Estrarre il motorino e cominciare a far colare
all'interno, facendo attenzione a non sporcare di colla la sede del
motore, alcune gocce di ciano, con lo scopo di incollare il rotolino di
carta e di fissarlo alla fusoliera, internamente. Bisogna farlo da ambedue
le estremità, magari da quella superiore ci si aiuterà con un bastoncino
di legno del tipo per spiedini. Ciò serve a fare in modo che il rotolino
di carta NON si sposti all'interno durante la sia pur breve fase
propulsiva.
Abbiamo realizzato un tubo isolante che resisterà al
calore della carica di deploy. Più spessore mettiamo, meglio sarà. Il
cilindretto di carta ci fa ottenere anche l'effetto di spostare verso
l'alto il CG. Non c'è bisogno di alcun fermo di ritenuta per il motore.
Beninteso, ciò vale per quello che ho fatto con le cannucce che ho
reperito io grazie alle persone che si sono assoggettate, in passato, a
rifocillarsi con quelle cose definite commestibili della famosa catena di
ristorazione veloce. Non lo so se in altri luoghi in Italia gli appetitosi
appalti di fornitura delle preziose cannucce siano in mano a società senza
scrupoli che spacciano elementi assolutamente inaccettabili con lo scopo
di lucrare ulteriormente sul già elevatissimo ricarico unitario. Sono cose
che vanno provate. ogni elemento è un caso a sé.
Come ho già detto
prima, in caso di problematica posizione del CG, basta sfruttare il
bastoncino dell'ogiva per appiccicarvi sopra qualcosina di pesante. Basta
bilanciare su un dito il missiletto per riscontrare gli scostamenti con
pochissime prove. E basta fare attenzione che l'ogiva salti via con
pochissimo attrito.
Manca soltanto il sistema di frenatura. E qui
ho il problema: credo che se ne possa addirittura fare a meno, dato che il
missiletto finito viene a pesare tra i due e i tre grammi (ci vuole la
bilancina elettronica da cucina, e spesso essa si rifiuta di leggere una
simile sciocchezza). Del resto è molto problematico fissare un pezzetto di
filo anche di quindici centimetri all'interno della fusoliera. Ho dovuto
usare un filo di polietilene da cucito, robustissimo alla trazione, ma,
purtroppo anche sottilissimo e difficoltosissimo da infilare all'interno
della fusoliera senza farlo rimanere intrappolato contro la spalla
dell'ogiva.

Foto Xyz. I tre elementi prima
dell'assemblaggio. Manca solo la "shock cord".
Tutto sommato la cosa è fattibile,
comunque, e si ottiene un missiletto veramente piccolo ed elegante. Il
peccato è applicare una launch lug, in posizione CG. E' proprio l'elemento
che deturpa la linea. Magari si può prevedere qualcosa di
diverso.

Foto Xyz. I due modelli sono a differente stato
di costruzione. Notare la shock cord che sporge dalla fusoliera.
Verrà cacciata dentro e trattenuta a frizione tra la fusoliera e il
motore.
Non ho ancora provato a lanciarlo per i
soliti motivi (cosa faccio, scendo in giardino e mi metto a giocare con le
miccette?), ma ritengo che la cosa funzioni benissimo, sarei piuttosto
curioso di vedere a che altezza mi arriva l'apparecchietto che credo sia
una delle cose più leggere che mai si possano definire "modello di razzo".
E se ricordo di aver visto arrivare a venticinque metri i MicroMaxx
originali, mi aspetto di veder sparire questo qui. Come mi capitava nel
1981 con il mio Rattol.
Ecco, una delle cosettine microscopiche che
mi piace sperimentare. C'è qualcosina da studiare anche qui. Non voglio
complimenti, data la piccolezza della questione testé affrontata: mi
basterà un "B !", da parte di chi ci ha capito qualcosa e si senta
incuriosito.
Grazie ragazzi per
l'attenzione.
Ciao
Cristiano
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