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Razzimodellismo
Missiletto scherzoso dotato di soluzioni tecniche derivate da Alkermes
Veicolo bimotore sperimentale derivato da Policarpo - Alkermes; esempio di veicolo smontabile in diverse sezioni, per facile riparazione e modifica
Giugno 2000, campo di Magenta. Ociferoci nella prima versione, con naso, occhiacci, baffi e capelli. I
Ociferoci è stato il mio primo esperimento di veicolo smontabile costruito con parti commerciali. La sezione reggispinta è sfilabile dalla parte inferiore, mentre gli alettoni sono fissi al tubo fusoliera. Oggi Ociferoci non ha più nemmeno questo nome, dato che è diventato un muletto per esperimenti e la maschera con baffi e capelli, separabile, NON viene più impiegata, sebbene possa esservi applicata in qualunque momento. Ha volato, pur pesantissimo, con due Estes E9 nell'agosto 2003 per sperimentare il volo lento (con successo) e in quella occasione era leggermente allungato da un piccolo elemento aggiuntivo di fusoliera. Poco per volta spiegherò tutto in questa pagina. Il nome "Ociferoci" nacque nella primavera del 2000 perché stavo preparando un modello abbastanza convenzionale con cui intendevo partecipare al primo raduno dei razzimodellisti italiani (anche se definirlo "primo" è questione di discussione accademica che una volta o l'altra spiegherò nel dettaglio), ovvero MIR 2000. Non potevo pensare di lanciare Alkermes per via della estrema complessità della preparazione e perchè necessitava della sua apposita rampa e del sistema di lancio dedicato, cose che portai comunque a Vercelli per mostrarle al pubblico (e che furono apprezzate anche da razzimodellisti esteri, fra cui Juerg Thuring di ARGOS con cui feci all'epoca conoscenza). Sì, perchè il piccolo razzetto, costruito apparentemente in maniera "normale" e con materiali "ortodossi" commerciali, aveva una particolarità piuttosto unica: era dotato di capelli, baffi, occhiacci accigliati e papillon.
Magenta, giugno 2000. Ociferoci pronto al debutto.
Al raduno Ociferoci non fu ammesso al lancio perché RSO Stefano ebbe dei dubbi sui cordini del sistema di paracadute, a suo dire troppo sottili e quindi fragili (erano cordini di lino, robustissimi ancorchè molto sottili, che avevo usato già con Policarpo e avrei messo su Alkermes per il secondo volo). Pazienza, lo misi sulla mia rampa e vidi molte persone fotografarlo per ricordo. Però Ociferoci volò, con due D12-3 esattamente come doveva fare, solo un paio di mesi più tardi in una sessione di lancio fatta con alcuni ragazzi a Magenta in un piccolo campetto circondato da fossi, alberi e campi coltivati. Tanto per dire...
Ociferoci era all'epoca un modello basato su un tubo LOC da 66mm. a cui avevo abbinato una sezione reggispinta a due tubi da 24 mm. realizzati in cartoncino avvolto a mano. Dopo il secondo volo, realizzato a Cape Cadaveral nell'estate 2000 con due motori Estes D12-5, sostituii la sezione reggispinta in cartoncino con una più robusta realizzata con tubi commerciali da 24 mm. rivestiti da fibra di vetro. La sezione reggispinta rimane comunque sfilabile dal basso e unita al tubo fusoliera per mezzo di viti poste nell'ordinata inferiore. I quattro alettoni sono realizzati in balsa ricoperta di carta incollata e risultano robusti più che a sufficienza.
Magenta, giugno 2000. Ociferoci, così come "bocciato" al MIR 2000, pronto al lancio dalla mia rampa Alkermes.
Decollo. Si notano, forse a fatica, le fiammate dei due motori.
Altri due voli del bimotore sono stati poi eseguiti nell'agosto 2003 sempre a Cape Cadaveral ma da allora SENZA la simpatica maschera baffuta. In effetti il veicolo è pesantissimo (circa seicento grammi solo di veicolo) e vola molto bene, lentissimo e stabilissimo, con due E9-4. Ociferoci oggi serve per illustrare la tecnica di base della costruzione smontabile, realizzata con la più semplice delle possibilità. Estrarre il tubo portamotore è un sistema ottimo per vedere come si comporta l'interno di un razzomodello e soprattutto permette di osservare le sollecitazioni termiche prodotte dai diversi motori e permette di superare o di riparare danneggiamenti (bruciature causate dalla carica di deploy del motore) del tubo interno PRIMA che capiti il disastro su un modello incollato totalmente al suo ennesimo volo.
Rarità: Ociferoci in assemblaggio avanzato posto sulla rampa Alkermes.
Approfondirò questi aspetti tra non molto in una apposita pagina. 14.03.05 (continua)
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