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Razzimodellismo | |
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Attrezzature ed apparecchiature
Il mio personale modo di sperimentare con il razzimodellismo è frutto dello studio, della passione e della pazienza. Ciò significa che ho sempre pensato di arrangiarmi per costruire TUTTO quello che via via mi necessitava per costruire, sviluppare, provare e lanciare i miei veicoli. Non credo che semplicemente costruire un modello, magari in kit, sia il massimo della soddisfazione per un vero razzimodellista (oppure sì, de gustibus...), perchè sarebbe il modo più semplice e veloce per non capire granchè di quanto si sta facendo. Personalmente ho sempre pensato in termini di "veicolo" per il modello, cioè una vera e propria macchina destinata a compiere un certo lavoro o "missione", che probabilmente è un piccolo esperimento. Questo esperimento di solito è posto, dopo un notevole lavoro di studio e di prove in laboratorio, in una "capsula" che fa parte del "veicolo", che d'altro canto è costituito, per la sua seconda metà, dal "booster" o "lanciatore". Ciò esattamente come nella realtà. Ma non è sufficiente, perchè NON basta certo costruire un missile costituito di un booster e di una capsula per realizzare gli obiettivi della missione. Servono anche delle strutture e delle apparecchiature di terra. Per prima cosa ho dovuto pensare a una centralina di accensione per motori, e questa è stata la prima cosa che ho affrontato, nel gennaio 1992, prima ancora di avere in mano il kit dell'Astrocam. E l'ho pensata in modo tale che mi potesse servire per diversi veicoli e per bimotori, cosa che poi mi è realmente servita. E la rampa di lancio? Anch'io cominciai con un'asta di acciaio, fissata a un telaietto in legno. Ma la dotai ben presto di sistemi di attacco elettrico a spinotti per la centralina, di morsetti per l'attacco degli accenditori e pensai anche a modificare gli accenditori per eliminare le odiose pinzette che ho sempre considerato coem poco professionali. Nel 1993 smisi di usare i coccodrilli ed eliminai del tutto i problemi di falsi contatti, di cortocircuiti e minimizzai i misfire. A tutt'oggi, nel RM si fa ricorso ANCORA e sempre ai coccodrilli. Nel 1994 iniziai i lavori su Alkermes e dovetti affrontare il tremendo lavoro di progettazione parallela del booster, della capsula elettronica e di un sistema che mi consentisse il controllo del veicolo da lontano. E dovevo considerare il problema dell'accensione di un cluster di quattro motori a propellente convenzionale. Mi ci vollero cinque anni ma sviluppai un sistema che a vedersi è semplicemente entusiasmante, composto da una rampa di lancio interamente realizzata in profilati di alluminio, dotata di tunnel di sfogo per i gas di scarico, di torre di servizio per il vettore, di interfaccia elettrica per i sistemi di capsula, di un sistema di controllo remoto ed accensione di veicoli fino a sei motori. Insomma, per fare RM non basta costruire il missile, occorre anche pensare a una serie di altre attrezzature che servono a controllare, provare, testare, lanciare, assistere e riparare il veicolo e anche a mettere in azione un eventuale sistema di ricezione dati, se per caso il veicolo è dotato di apparecchiature elettroniche di trasmissione radio. Quindi anche ricevitori, antenne, inverter, batterie e quant'altro. Al momento possiedo queste attrezzature, tutte quante realizzate da me medesimo, a prezzo di immensa fatica e di un sacco di tempo: - Centralina di lancio I, 1992. Impiegata fino al 1995, nel 2004 sottoposta ad aggiornamento per convertirla a 12 Volt. - Centralina di lancio e controllo remoto Alkermes, 1994-1999. Consta di un box di potenza che contiene la batteria al piombo-gel da 12Volt 4Ah, i servorelè per l'accensione e i connettori per rampa di lancio e per l'interfaccia sistemi di capsula-centralina, un cavo dati da 12 poli per lo scambio di informazioni da e per la centralina al veicolo, una centralina di controllo che permette il controllo e l'accensione del tutto separata di fino a sei motori a BP, una scatola di fusibili per la protezione dei servorelè, una piccola interfaccia per collegare a terra i sistemi elettronici della capsula e per attivare da centro di controllo l'elettronica della capsula. - Set di cavi di collegamento tra la centralina e la rampa di lancio, dotata di terminazione al sistema di collegamento accenditori NON del tipo a coccodrillo. Però dispongo anche di un set di cavetti con i coccodrilli, non si sa mai che le nuove tecnologie dovessero qualche volta fallire... - Piccolo inverter per la produzione di energia elettrica 220V 50Hz, commerciale. Nessun commento in proposito. -Pesantissimo ed ingombrante inverter autocostruito su circuiti di NE, pesante sedici chilogrammi e potente circa la metà di quello precedente, ma utilissimo anche come fermacarte, fermaporte e attrezzo ginnico. - Batterie di riserva al piombo-gel. - Rampa di lancio Alkermes, composta di tre parti principali, che è il completamento del sistema di lancio e controllo remoto di cui sopra. - Rampa di lancio pesante pieghevole, realizzata nel 2000 e protagonista di centinaia di lanci in occasione di raduni del gruppo di modellisti italiani. Questa rampa di lancio è stata oggetto di complimenti sperticati da parte di amici modellisti esteri - Set di aste per la rampa di lancio pieghevole, da 6 e da 8 mm. molto lunghe per poter far decollare in sicurezza anche veicoli molto pesanti e lenti in accelerazione. Allo studio la realizzazione di una rotaia compatibile con la Blacksky, realizzata in profilati di alluminio. - Set di ricetrasmittenti per la gestione del personale collaborante sul campo durante le operazioni di preparazione al lancio e al recupero. Utilissimi, sono preziosissimi per un sacco di cose, qualche volta anche per ritrovare piccoli razzetti dispersi. A questo punto è utile ricordare ai novizi che NON è tutto e bisognerebbe pensare ancora un pochino a queste cose (ricordate che il RM è soprattutto una persona che ragiona con la propria testa, solitamente, anche se esistono molte eccezioni): - E' utile possedere antenne riceventi, ricevitori, convertitori di frequenza, registratori, fotocamere, microfoni, cavetteria audio e a radiofrequenza per qualsiasi tipo di connessione tra le varie attrezzature. In questo sono fortunato perchè da trent'anni lo faccio anche per altri scopi. - Non deve MAI mancare il masking tape. Se manca bisogna tornare a casa a prenderlo. Se a casa non ce ne è più, bisogna mandare un importante collaboratore a rompere le scatole al più vicino proprietario di emporio per pregarlo di venderne un rotolino a qualunque prezzo, anche a prezzo del sacrificio del collaboratore, che potrebbe NON fare ritorno dalla perigliosa missione. Nel vostro gruppo di collaboratori DEVE esistere un elemento sacrificabile. - Dimenticavo: serve un terreno sgombro da alberi, linee elettriche, fossi, colline, edifici, pali, ospedali, siti militari, raffinerie o distributori di benzina o depositi di munizioni o fabbriche di fuochi artificiali, corsi d'acqua più grandi dei fossi, sabbie mobili, libero da adiacenze destinate alla coltura, occhi indiscreti e spie nemiche. Se il vostro terreno contiene anche UNA SOLA di queste condizioni, esso NON va bene per fare RM. Ma in Italia abbiamo abbondanza di siti desertici e la cosa non è poi così preoccupante. - Clima sempre soleggiato, caldo, caldissimo perchè il sole fa bene agli occhi, umido, umidissimo perchè così sappiamo che fare RM è anche una cosa che richiede passione e sofferenza, ventoso, ventosissimo perchè il vento combatte la calura e porta il razzo a svariati chilometri di distanza e questo trucchetto serve a far sì che il RM sia solitamente magro e scattante. Inoltre servono giornate senza nubi perchè bisogna vedere il proprio missile anche a sedici chilometri di altezza. Un utile consiglio è quello di avere l'accortezza di evitare di verniciare il missile di azzurro. Ecco, tutte queste cose servono per fare RM, se si vuole non dipendere da altre persone e da avverse condizioni territoriali. Come potete constatare, non è per nulla difficile, chiunque può fare del buon RM, se possiede un pochino di pazienza e di perseveranza. Questo solo per quanto riguarda l'attrezzatura, ma della costruzione e di come si comincia a fare il RM io NON parlerò perchè il RM è anche un'attività per persone dotate di cervello e di senso di responsabilità. Siccome la tecnologia attuale è avanzatissima e potenzialmente pericolosa se affidata a mani inesperte o collegate a cervelli bacati, io non intendo insegnare alcunchè di RM sul mio sito e mi limito a fornire descrizioni di esperimenti, report di lanci, particolari tecnologici di mia invenzione non tanto facilmente ripetibili da scioccherelli. Chiunque abbia l'intenzione di intraprendere l'"hobby" del razzimodellismo deve sapere che se ne assume ogni e qualsiasi responsabilità. Criscaso NON assume alcuna responsabilità riguardo a quello che altre persone possano combinare con la scusa di fare RM. Fare razzimodellismo vuol dire soprattutto PENSARE, e tanto. Cristiano
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