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Razzimodellismo


POLICARPO  (1992 - 1993)

Un interessante programma di sperimentazione scientifica condotto per mezzo di razzomodello interamente progettato e realizzato autonomamente.

 

 

PROGETTO "POLICARPO": I COLLABORATORI


La NASA, l'ente spaziale statunitense protagonista di oltre quaranta anni di storiche imprese spaziali, dispone di varie decine di migliaia di collaboratori (senza contare le innumerevoli aziende che da essa dipendono); il suo esempio ci indica senza ombra di dubbio che è necessario, dunque, in un grande progetto di ricerca scientifica, il lavoro di molte persone scelte attraverso le loro specifiche competenze, quali per esempio progettisti, tecnici, personale di supporto, amministrativo e di ricerca. Tutto questo tenendo conto del principio di cercare di ottenere i maggiori risultati possibili con il minor dispendio di risorse: questo semplice criterio economico è infatti alla base di qualsiasi attività umana.

Tuttavia, contrariamente a quanto saggiamente esposto sopra, in un "ente" come la XYZ, tutti questi compiti erano e sono tuttora  solitamente sostenuti da una sola persona. Indovinate chi (!). Vero è che, in taluni casi, sarebbe necessario (o perlomeno vantaggioso) ricorrere all'aiuto di collaboratori, fondamentalmente per due motivi: in primo luogo perché un dato lavoro potrebbe essere realizzato in proprio con un certo impiego di mezzi e di tempo, ma essendo magari reperibile una persona in grado di svolgere esattamente lo stesso compito più velocemente o più economicamente (essendo competente in quel dato campo), diventa opportuno, anzi doveroso, richiedere la sua prestazione, perché si ha una maggiore probabilità di risolvere il problema (fine del periodo, respirate!). 
In secondo luogo perché un certo altro lavoro è assolutamente impossibile da realizzare senza collaboratori (come ad esempio, il lancio e il contemporaneo lavoro di radiotelerilevamento a distanza, come nel caso del nostro programma): in tal caso non solo è doveroso richiedere la collaborazione di personale adatto, ma è anche consigliabile!

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Questi problemi diventano tanto più grandi quanto più ambizioso e complesso risulta il progetto da realizzare; nel caso del nostro Policarpo, che effettivamente era caratterizzato da una certa complessità, si rendeva necessario l'impiego di diversi collaboratori assegnati a diverse, particolari e specifiche mansioni. Ognuno, nell'ambito del proprio compito, avrebbe dovuto lavorare con la massima professionalità, onde garantire la riuscita dell'intero programma; in tutti i casi si è dovuto procedere a un piccolo corso teorico per ognuno dei partecipanti alle missioni, onde renderli in grado di compiere quelle azioni (e solo quelle!) che il loro impiego prevedeva. Il risultato è stato ampiamente positivo, ancorché passibile di notevoli miglioramenti, che avrebbero potuto essere raggiunti con un maggior lasso di tempo negli "addestramenti": possiamo dire che nel programma Policarpo, così come in quello APOLLO della NASA, NIENTE funzionò perfettamente, ma TUTTO si svolse in maniera sufficientemente corretta, tale da produrre gli effetti previsti e ricercati. Modestamente, si intende.

E' quindi con vivo orgoglio, smisurato ottimismo e realistico entusiasmo che presentiamo e ringraziamo la Squadra di  Policarpo 1993. Prossimamente metterò anche le foto segnaletiche dei loschi individui, così che si possa dar volto ai mitici nomi.

 


- Nevio "Lambrusco", Direttore di Lancio dal 19 aprile 1992, si occupò soprattutto delle condizioni atmosferiche richieste per il lancio. Beh, per il programma Policarpo non fu un compito difficilissimo: bastava guardare per aria, in pieno agosto, e premere il pulsante di accensione. Compiti svolti con competenza e professionalità.

 


- Gabriele detto Cimino, "Jaegermeister", con mansioni di factotum, aiuto montatore di rampa, tecnico specializzato di recupero e voce semi-ufficiale di count-down. Se non ci fosse bisognerebbe inventarlo, ma lui dice sempre che hanno gettato via lo stampo! Ricorda ancora oggi queste cose e ancora oggi mi aiuta nei miei pur rari lanci. 

Incuriositi dal personaggio? Volete saperne di più? Bene, allora cliccate QUI.

 

 


- Barbara, addetta alla documentazione audio/video; riprese e registrò voci e suoni grazie alle apparecchiature ad alta fedeltà di cui la rifornii. Talvolta scattò fotografie ufficiali: raramente dimenticò il copriobiettivo sulla macchina fotografica ufficiale; nel complesso, una collaboratrice efficiente e assolutamente compresa nel suo ruolo. Ancora oggi mi è di immenso aiuto.


- Maxwell, già Direttore di Lancio di Cape Cadaveral dal 1978 al 1986 (ultimi esperimenti), è stato  l'artefice progettista del sistema elettronico e della meccanica dell'accelerometro imbarcato sulla capsula radioemittente di Policarpo che ha volato in tre lanci con sorprendenti risultati. Ulteriori studi su diverse meccaniche e sensori sono stati portati avanti nel corso degli anni successivi e qualcosa è scaturito successivamente. Ne parlerò in altre pagine del mio sito.

 


- K2 Claudio, principale collaboratore del programma Policarpo, a cui ha prestato la sua annosa esperienza di fotografo non professionista per la documentazione storica ufficiale; il suo principale compito era quello di sobbarcarsi il lavoro di tracking remoto (dal suo personale centro di ascolto radio a Ostiglia in zona Ponte dei Tedeschi) del tono radio emesso dalla capsula radioemittente, mettendo a disposizione le sue notevoli apparecchiature tecniche di radioricetrasmissione. Paradossalmente fu la persona che meno ha presenziato ai lanci nel 1992 e nel 1993.


- Doriana e Rossana hanno fornito appoggio logistico nelle operazioni al centro di controllo, vale a dire alla radio VHF sul balcone di casa quando io non ero presente. Essenzialmente si trattava  di controllare che la radio fosse sulla esatta frequenza (cosa NON sempre riuscita) e che i registratori audio fossero accesi. Come si può notare, non compiti particolarmente impegnativi.

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La lista dei collaboratori non può dirsi conclusa senza ricordare l'apporto occasionale ma non per questo meno importante dei seguenti amici:

- "David" Ceoloni completo di famiglia e relativo orto, all'interno del quale andò a posarsi il complesso Policarpo alla fine del volo della prima missione, il 7 agosto 1993. Egli, con sprezzo del pericolo, recuperò con la massima cura il vettore capitato proprio sul tetto della rimessa e contribuì al recupero della capsula finita sulle viti. Quelle che hanno attinenza con il vino.

 


- GIANNI Andreotti & figlio Riccardo, che, capitati per caso la sera del 16 agosto, hanno assistito al lancio di Policarpo per la sua ultima missione e hanno fornito successivamente allegra e fattiva collaborazione nel recupero della capsula radioemittente. Risultano immortalati nella foto ufficiale di fine programma.

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Infine, un cenno per me medesimo. Qualcosa ho combinato anch'io. 

Siamo stati tutti bravissimi.



Xyz 27.03.1994 - 09.06.1996 - 14.12.2003

criscaso@criscaso.com