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Razzimodellismo


POLICARPO  (1992 - 1995)

Un interessante programma di sperimentazione scientifica condotto per mezzo di razzomodello interamente progettato e realizzato autonomamente.

Novità e primati

Con il Policarpo diedi una svolta alla mia attività di razzimodellista. Diciamo che avevo compiuto delle cose nuove che non avevo mai potuto nemmeno sperare quando, molti anni prima, mi arrabattavo con i miei primi missiletti. La cosa mi appare oggi importante perché all'epoca lavoravo del tutto indipendentemente da altre persone che avessero simili interessi (che c'erano senz'altro ma non si sapeva dell'esistenza reciproca). Acme era ancora molto al di là da venire.

 

Solo per fare un piccolo elenco, ecco in quanti aspetti avevo compiuto studi, prove e lavori di ideazione e costruzione.

1. Ideazione e costruzione di un sistema di collegamento elettrico della centralina di accensione motori alla rampa di lancio. Esso elimina le pinzette classiche in uso nel razzimodellismo (fonte di problemi di contatto e soggette a corrosione da prodotti di combustione). Un sistema di collegamento a morsetti serrafilo rende possibile l'accensione di cluster di motori più semplice ed affidabile. Per essere del 1993, devo dire che questo è un aspetto estremamente all'avanguardia: a tutt'oggi, nel razzimodellismo, si continuano ad impiegare le pinzette. Incredibile. Vedi la pagina relativa a questo argomento (accenditori).


2. Ideazione, progetto, costruzione e lancio di razzomodello autocostruito (quindi NON kit da montare) con peso al decollo maggiore di 340 gr. (precedente record Saturn-V Estes, gr. 340 circa). Il Policarpo pesava al decollo, nella configurazione con la capsula elettronica, gr. 470.

3. Primo esperimento di costruzione e lancio di vettore bimotore, escludendo i miei esperimenti del 1981-82 con micromissili dotati di cluster di motori assolutamente inaffidabili. Studio dell'accensione di cluster di motori.

4. Primo mio modello con potenza totale motori di circa 40 newton/sec.

5. Primo esperimento scientifico imbarcato come carico utile (sistema di accelerometro Maxwell-XYZ di prima generazione).

6. Primo esperimento di raccolta dati telemetrici via radio in banda 145 MHz. Studi sulla modulazione di segnale radio per la spedizione di misura di grandezza fisica. 

7. Prima sperimentazione nella trasmissione radio nella banda radioamatoriale dei 145 MHz (non avevo mai trasmesso su tale frequenza).

8. Primo esperimento di ricezione radio da parte di stazione remota a 3 Km affidata a collaboratore autonomo K2 Claudio.

9. Primo esperimento di ricerca e recupero capsula dopo l'atterraggio per mezzo del segnale radio da essa emesso, utilizzando il ricevitore VHF larga banda come ausilio. Questo è stato un esperimento del tutto inaspettato ed imprevisto, nato spontaneamente per risolvere il problema della scomparsa alla vista della capsula Policarpo all'atterraggio dopo il primo volo.

10. Primo impiego del medesimo vettore per diverse missioni anche come configurazioni hardware (capsule di diversa foggia e dimensioni, tramite l'utilizzo di apposito giunto adattatore).

Con un semplice e rudimentale razzomodello ho potuto svolgere una enorme quantità di studi ed esperimenti. Che mi sono serviti successivamente per altri esperimenti e per nuovi veicoli di mia progettazione.  Questa è la mia più grande soddisfazione e soprattutto rappresenta il messaggio che intendo diffondere con la divulgazione dei miei esperimenti. Il razzimodellismo può essere fonte di studio e di divertimento in eguale misura. Non è un giochino, è vera astronautica in  miniatura.


Xyz 09.06.1996 - dicembre 2003

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