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Rampa di lancio Alkermes (1994 - 1999) Sistema progettato e realizzato appositamente per il quadrimotore Alkermes. - prima pagina - Vuoi vedere la seconda pagina? QUI.
... ma che può essere utilizzata anche per altri modelli. Adesso spiego, quindi mettetevi comodi e possibilmente dotati di una bibita fresca. Sarà una cosa lunghetta anche questa qui e naturalmente con l'andare del tempo approfondirò questa pagina. Credo di possedere una delle più belle e complicate rampe di lancio per razzimodellismo in tutta Italia. Naturalmente la mia rampa Alkermes è molto più bella che versatile, però essa è nata per risolvere alcuni problemi che mi si erano presentati allorquando progettavo l'Alkermes, il veicolo quadrimotore di cui parlo in altre pagine. Innanzitutto volevo realizzare una rampa di lancio il più possibile elegante e simile a quelle... "vere" tipiche dei vettori spaziali. Inoltre mi serviva una serie di funzioni per il controllo da lontano dei sistemi elettronici della capsula Alkermes e nello stesso tempo volevo anche il controllo dell'accensione di più motori contemporaneamente. Quindi la rampa di lancio nacque molto lentamente perchè la sua progettazione fu mandata avanti parallelamente a quella del veicolo quadrimotore e anche del sistema di controllo ed accensione motori. Il risultato fu che il lavoro iniziò nel tardo 1993, quando ancora stavo lavorando al Policarpo e continuò incessantemente fino al 1997, quando ebbi per la prima volta funzionanti tutti e tre gli elementi. Ma ci vollero altri due anni per lo sviluppo e per l'affinamento di ogni singola apparecchiatura e, come potete leggere su altre pagine, Alkermes decollò dalla mia rampa (ancora sottoutilizzata perchè il sistema di controllo e lancio non era del tutto pronto) nell'agosto 1999. Ricordo che nel 1995 mio cognato mi vedeva quasi tutte le domeniche a tagliare, limare, forare pezzi di alluminio, e vedeva poco a poco che costruivo strane strutture a traliccio, di forme sempre diverse e dall'incomprensibile scopo, per cui mi prendeva amabilmente in giro chiedendomi se stessi costruendo una copia in scala uno a due della Torre Eiffel. All'epoca NON potevo torcergli il collo (nemmeno adesso, se è per questo...), anche amabilmente, perchè c'era di mezzo mia sorella Barbara che avrebbe senz'altro avuto qualcosa da ridire e quindi... inghiottivo i rospi. Ma, quel giorno dell'agosto 1999, anche Mario fu con me a preparare in aperta campagna il primo lancio di Alkermes, e quando, dopo un'ora di preparativi, vide il grosso missile sulla rampa completata per la prima volta, mi disse: - Beh, sembra PROPRIO un VERO missile. E quella fu per me una immensa soddisfazione. Certo che ERA un vero missile, che diamine! Grazie Mario, hai visto che livelli raggiungono la follia e la testardaggine?
La rampa di lancio Alkermes è molto complicata ma permette tutta una serie di operazioni ed è dotata di caratteristiche del tutto uniche, forse a livello mondiale. Naturalmente esistono moltissimi modi di costruire rampe di lancio e questo è solo un esempio di quale livello possa raggiungere la follia missilistica, però devo dire che io ne sono ancora orgoglioso e la considero uno dei miei migliori manufatti. Ebbi anche richieste di vendita, ma preferii non sparare la cifra che avrei dovuto chiedere per separarmene.
Le caratteristiche tecniche della rampa di lancio si possono così "riassumere": - Costruzione in profilati di alluminio di varie fogge, elementi uniti mediante viti e bulloni. Il numero totale di pezzi supera i settecento, se comprendo anche il sistema di controllo elettromeccanico. - Costruzione smontabile in cinque sezioni
principali di sola meccanica (basamento, torre di servizio, rotaia in due
sezioni, tunnel di sfogo dei gas di scarico dei motori). - Pad di appoggio del veicolo in truciolato pesante di forma ottagonale. Dotato di vano per la deviazione all'esterno ai lati dei gas di scarico dei motori del veicolo e di finestrella per l'installazione di una piccola telecamera per la ripresa del decollo del veicolo dal basso. - Torre di servizio che funge da supporto per la rotaia a T per la guida del veicolo al decollo, lunga 1400 mm. La rotaia è stata progettata e realizzata nel 1994 in totale autonomia di pensiero. Richiede attacchi non standard da applicare al veicolo e per questo motivo sto pensando recentemente di sostituirla con una nuova a C compatibile con gli attacchi per la rotaia commerciale Blacksky. - Sistema di attacchi elettrici per gli accenditori dei motori del veicolo. Sono disponibili sei attacchi elettrici. Gli attacchi elettrici naturalmente devono essere del tipo modificato se Estes, cioè con fili di allungamento. Questo sistema è chiaramente nato come sviluppo delle mie precedenti esperienze con il programma Policarpo (che potete vedere in altra sezione). - Sistema di impianto elettrico per l'attacco al sistema di controllo e lancio Alkermes. Tale sistema rende possibile il controllo da postazione LCO dei sistemi elettronici del veicolo e il controllo dello stato degli accenditori singolarmente. Ciò significa che da lontano posso accertarmi del buon collegamento, del buon funzionamento e dell'accensione di ogni singolo accenditore del veicolo. Gli accenditori NON vengono collegati in parallelo come si usa fare normalmente nel RM (per semplicità costruttiva) e quindi posso sapere se tra i tanti accenditori ve ne è anche uno solo difettoso. - Sistema di interfacciamento elettrico dei sistemi elettronici del veicolo con il centro LCO. Un apposito box di collegamento posto sulla torre di servizio ha degli attacchi elettrici che possono terminare in microspinotti da apporre sugli appositi attacchi posti sul veicolo. Per esempio la terza capsula Alkermes aveva (e possiede tuttora) un pannellino con cui collegavo lo spinotto. In questo modo la capsula veniva alimentata da accumulatori di terra per tutto il tempo in cui il missile rimaneva sulla rampa. Inoltre potevo accendere tramite pulsante apposito sulla scatola di controllo remota i sistemi elettronici della capsula (telecamera e trasmettitore TV). Inoltre, un semplice sistema di tirante provvedeva a sganciare il connettore dal veicolo al momento del decollo e quindi da quel momento la capsula continuava a funzionare con gli accumulatori di bordo. Questo giochetto è del tutto identico a quanto si realizza con i "veri" missili, e mi è costato alcuni anni per lo sviluppo. - Sistema di protezione elettrica dei sistemi di servorelè di accensione. Cioè una scatola di fusibili appositamente scelti dopo innumerevoli prove di accensione. Servono per evitare che un cortocircuito o un accenditore guasto possano bruciare uno o più dei servorelè di accensione. - Vano per l'installazione della scatola portabatteria. Serve per mantenere corti i cavi di collegamento tra i servorelè di accensione e gli attacchi degli accenditori. Dalla scatola parte un grosso cavo-dati per la centralina di controllo in zona LCO. Non riesco a quantificare il numero di ore che ho impiegato per la costruzione e per lo sviluppo della mia rampa di lancio. E' qualcosa di tremendo. Così come la soddisfazione di usarla e magari anche solo di guardarla. * * * * * Qualche immagine. Molte persone hanno espresso la curiosità di vedere la mia rampa di lancio, questa è l'occasione per mostrarla al pubblico. Era da anni che volevo farlo e adesso che è verniciata e fa un effettone mi sembra il momento giusto per pubblicare questa pagina. Poco per volta aggiungerò altre foto su particolari tecnici particolari.
Gli elementi principali. Torre di servizio con la rotaia in due segmenti e il basamento. Tutto realizzato a MANO tagliando e limando ogni singolo pezzettino di alluminio.
Oltre al basamento abbiamo la pad ottagonale, il tunnel di sfogo laterale e il pannello di chiusura del tunnel per il montaggio nel basamento.
Una volta montati gli elementi in truciolato e la torre di servizio, questo è l'aspetto del pad di lancio.
Particolare del piede della torre di servizio. La scatolina nera in basso è parte del sistema di interfaccia elettrica per i sistemi elettronici del veicolo. Serve per collegare elettricamente il basamento che contiene altri sistemi elettrici alla scatole di derivazione posta dulla torre di servizio.
Vista laterale del tunnel di sfogo dei gas dei motori. Un cuneo fatto in lamiera di acciaio (una lattina di olio di semi...) serve a dividere e a convogliare i gas all'esterno. Insomma, in parole povere, il fumo esce di qui e di là. Dalla parte opposta, insomma, e la pad rimane sgombra dal fumo per i primi secondi.
Ecco i due vani sulla pad: quello a sinistra è un oblò vetrato per proteggere la telecamerina eventuale, mentre il vano grande è situato proprio sotto i motori del veicolo. Si nota il cuneo di lamiera di acciaio.
Ecco cosa vedeva la telecamerina.
Vista frontale. In questo vano si pone la pesantissima scatola con la batteria al piombo e i servorelè di accensione. Si intravede a sinistra la scatola portafusibili. I due cavetti formano il completamento dell'impianto elettrico quanto tutto il sistema è collegato. La centralina di lancio è a tutti gli effetti una parte integrante dell'intero sistema.
La rampa di lancio Alkermes completamente smontata. La torre di servizio non l'ho divisa perchè altrimenti dopo devo ritarare la precisione dell'unione della rotaia.
Vista della pad da un metro e trenta di altezza, diciamo più o meno come dalal cima del Saturn V delle imprese lunari.
La rampa di lancio completa. Dentro la torre di servizio è posto un tubo con elementi strutturali che si incastrano in appositi vani fasati. Il tubo serve per irrigidire tutta la torre nel senso della torsione. Ciò trasmette rigidità anche alla rotaia. Questo sistema è stato aggiunto nel 1999.
Con sopra un bel modello, la rampa Alkermes fa una certa impressione e ricorda i "veri" missili su "vere" rampe di lancio.
In agosto 2004 le operazioni di verniciatura.
La giornata del primo volo di Alkermes. Io e Jaegermeister stiamo ultimando i preparativi. Jaegermeister ha in mano un sacchetto di... farina. Non spiego a COSA serviva. Se qualcuno vuole saperlo, son qui.
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