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Rampa di lancio trasportabile pieghevole versatile (2000) 

Vedi alcune foto della rampa in uso QUI

La mia rampa portatile nel "deserto" di Correggioli nell'agosto 2002.

 


Verso la fine del 2000 insieme ai ragazzi di Acme si stava pensando all'organizzazione del nuovo MIR, il secondo raduno di razzomodellisti in Italia, che si sarebbe tenuto a Foligno. Per quello che potevo fare (che non era molto) avevo dato una certa disponibilità e parlando con Stefano si era parlato della necessità di avere una rampa di lancio un pochino più importante e robusta della rotaia Blacksky in dotazione al gruppo che era dotata, come supporto a terra, di un semplice basamento a treppiede.

Quindi cominciai a pensare a una cosa piuttosto stabile e pesante ma che potesse essere almeno trasportata nel bagagliaio di un'autovettura. Il fatto mi sembrava importante perché la rampa (che avrei realizzato io con mezzi propri e per questo motivo sarebbe rimasta di mia proprietà) avrebbe dovuto essere trasportata in giro per i campi in Italia. Naturalmente, come base di partenza mi rifacevo alla mia rampa di lancio in alluminio. Ma in seguito ai consigli e alle indicazioni suggeritemi dai ragazzi arrivai a pensare a una specie di "macchina" pieghevole, realizzata con elementi di scaffalature metalliche e bulloneria pesante. Le dimensioni dell'impronta a terra risultarono di un metro per un metro. Una cosa molto pesante ed affidabile, pensata anche per modelli piuttosto grandi e pesanti.

Un problema che mi era stato segnalato dai ragazzi era che con le normali rampe, sia ad asta metallica che con la rotaia, ogni volta che si dovevano collegare le pinzette del cavo di accensione al cavetto dell'accenditore era necessario chinarsi fino a terra e magari c'era bisogno di una persona che sollevasse il modello per effettuare il collegamento elettrico. Pensai di ridurre la scomodità trovando un sistema per mantenere il modello a una certa altezza da terra.


Come sempre, progettando il sistema mentre lo costruivo, operavo man mano le modifiche necessarie a superare i problemi che rilevavo durante la costruzione. Naturalmente qualche schizzo lo gettavo giù e comunque avevo in testa un qualcosa di ben definito. 

Realizzai così un sistema composto da tre parti principali, vale a dire due piantane di un metro di lunghezza che costituiscono i lati di un'impronta a forma di H. In mezzo ad essi viene fissato, mediante bulloni e galletti, l'elemento principale, vale a dire un sistema pieghevole a L che rappresenta il supporto per la testa che ospita un mandrino per trapano che ha lo scopo di accogliere qualsiasi asta metallica tra i tre e i dieci millimetri di diametro. In più la testa dà la possibilità di ricevere una rotaia Blacksky mediante un apposito supporto fisso. 

La testa basculante con il mandrino. Sopra è visibile lo schermo antifiamma forato per permettere l'inserimento delle aste di acciaio fino a 10 mm. di diametro.


Quindi comincio a mettere giù alcune foto. Mi scuso per la bassa qualità, sono state scattate nell'agosto 2001 con una webcam portatile. 



 
Due delle operazioni di montaggio. A sinistra il sollevamento del braccio portatesta e a destra l'unione della piantana di supporto con i tiranti di irrigidimento della struttura. Si nota, all'estrema destra, l'altro supporto dotato della maniglia di trasporto. 



Il braccio portatesta, una volta alzato dalla posizione di riposo/trasporto, può essere fissato in due posizioni diverse, una verticale ed una angolata di circa quindici gradi. Due tiranti in alluminio fissati mediante galletti al braccio, assicurano rigidità e solidità del tutto. La testa portamandrino può essere ruotata dalla posizione di lavoro (verticale) a quella orizzontale, ruotandola di novanta gradi, per permettere così all'asta installata o alla rotaia di scendere per l'operazione di installazione del modello. Rimessa in posizione verticale con il modello correttamente inserito, la testa portamandrino viene fissata stabilmente mediante due galletti. 



Dopo il fissaggio dei due supporti e dei tiranti di alluminio, i due bracci in acciaio per bloccare il portatesta. Il tutto con galletti. Una scatolina portaminuteria è fissata al basamento, con una piccola scorta di dadi e bulloni. In alto, vicino alla testa portamandrino, la "vaschetta di conforto", ove riporre, al momento dell'utilizzo, cavetti, accessori, accenditori. 




Naturalmente sotto il modello è presente un pesante schermo antifiamma angolato in ferro pieno. L'elemento è separabile mediante due galletti per permettere, ove necessario, la sostituzione di un piccolo elemento in ferro che costituisce un centratore per le aste di acciaio, uno per aste fino a sei millimetri e l'altro per aste fino a otto millimetri. Più lungo a spiegarsi che a capirsi.




Il basamento ha un'impronta di un metro quadro. A destra, operazioni di lubrificazione dei bulloni soggetti ad ossidazione e corrosione dopo i numerosi lanci del MIR. La rampa è interamente smontabile e qualunque pezzo, ogni singola vite può essere sostituita. La spesa totale per la realizzazione della rampa è di circa centosessantamila lire, a cui si devono aggiungere alcune decine di ore di lavoro. L'uso però è soddisfacente e per i miei scopi è in grado di lavorare per moltissimi anni.


La rampa pesa, completa e funzionante, circa quattordici chilogrammi. Una volta smontata nelle sue tre parti principali essa viene unita mediante galletti in un sistema perfettamente trasportabile delle dimensioni di circa centotrenta per trenta per quindici centimetri. Una maniglia gommata in posizione baricentrica è il massimo del comfort per il gagliardo trasportatore. 




Il gagliardo trasportatore.




La mia rampa di lancio è stata collaudata per la prima volta al secondo MIR, a Foligno nell'aprile 2001, e poi in diverse altre sessioni di lancio, tra le quali anche le mie personali nel mantovano.

A Cape Cadaveral per un lancio AT Astrobee, agosto 2001.

 


Nota di orgoglio è avere ricevuto, già al MIR 2001, attestati di ammirazione da José Luis Cortijos che l'ha definita un lavoro di ingegneria e da Juerg Thuring di Argos che, dopo averla esaminata, si è fidato a lanciare diversi pesantissimi modelli. 


Cristiano

dicembre 2003

 

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