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Razzimodellismo

 

Indagine su incidente di volo

Lavoro realizzato in collaborazione con 

 

Veicolo "Roccouno" di Riccardo Paleari lanciato a Ozzano (BO) domenica 25 aprile 2004, danneggiato all'impatto a terra per mancata espulsione del sistema di paracadute

 

 

 

Dopo ripetuti rinvii, domenica 25 aprile 2004 il momento del battesimo di volo del celebre modello di Riccardo era finalmente arrivato. Tralascio le operazioni di preparazione al lancio che sono state effettuate sotto la supervisione di Stefano e mi concentro solamente sul volo.

 

Riccardo Paleari con il suo Roccouno pronto al lancio. 

 

Il veicolo è decollato dalla rotaia Blackskly con un motore H220. Il decollo è stato rapido e la traiettoria dirittissima. Il veicolo ha percorso in maniera assolutamente stabile tutta la traiettoria ascendente con un leggerissimo moto verso NO e dopo l'apogeo ha ripreso stabilissima configurazione a testa in giù. Il deploy NON è avvenuto poco dopo l'apogeo come ci si aspettava e NON è mai avvenuto. Il veicolo è arrivato a terra intero a circa ottanta-cento metri di distanza dal punto di lancio, conficcandosi nel terreno molle del campo di frumento. Notevole difficoltà nell'estrazione e abbiamo rinvenuto il missile praticamente intero con l'ogiva distrutta, metà della quale è rimasta nel terreno a circa mezzo metro di profondità (e lì è rimasta).

 

Il veicolo rinvenuto conficcato nel terreno molle per circa metà della sua lunghezza.

 

L'unico danno riportato dal modello è stata la distruzione dell'ogiva. Il resto delle strutture ha resistito benissimo alle sollecitazioni dell'impatto.

 

Riccardo ha estratto il registratorino che appariva seriamente danneggiato ma con il nastro che ancora girava. Me lo ha consegnato e io ho estratto la cassettina dopo aver dato un paio di botte alla meccanica incastrata. La cassettina recava un pezzetto di plastica del suo case libero di passeggiare all'interno di essa che si infilava allegramente tra le spire del nastro.

Il registratorino Aiwa è distrutto, ma la cassettina conteneva una registrazione preziosissima.

 

Ho preso un mio registratorino, un Aiwa qualcosa, e ho caricato la cassetta, cercando la posizione più prossima al lancio. Il suono che usciva era però debolissimo e lasciava solo intendere qualcosa dei rumori che potevano essere ripresi durante il volo. Quindi ho trattenuto la cassetta per studiarla con calma a casa e ideare qualche sistema per estrarre la maggior quantità possibile di informazioni.

 

La microcassetta originale su cui è contenuta la preziosa registrazione.

 

Così, alcune sere dopo, approfittando di un'occasione in cui il mal di testa era meno forte, ho caricato la cassettina nel mio fantastico registratore Sony TC-MR2, un gioiellino capace di registrare in HI-FI stereo sulle microcassette. Questo registratore è un vero veterano della XYZ: con esso ho fatto centinaia di ore negli anni '80 e '90 per lavori di fonoamatoria, per preparare montaggi, per riprendere eventi eccezionali, per la mia radio pirata (Radio Barry Joe, vedi), per gli esperimenti di radiotelemetria con Policarpo (vedi) e negli ultimi anni era stato messo a riposo. 

 

Il mio registratore stereo a microcassette Sony TC-MR2. Vero gioiello, rarissimo e di ottime qualità audio.

 

Problema velocità

Problema definizione

Problema S/N

Problema azimuth testine

 

Quindi collegai il vecchio e glorioso registratore al mio computer e trasferii l'intero contenuto del nastro. Stefano ha avanzato l'ipotesi che il registratorino, collocato dentro l'ogiva, fosse molto lontano dalla fonte del rumore e per giunta separato da esso con molto materiale: paracadute, shock cord, ordinate e paglietta e che ciò senz'altro doveva attutire il suono. Verissimo ma c'è da dire che il registratorino aveva la possibilità di registrare i suoni NON attraverso le vibrazioni dell'aria ma anche e soprattutto attraverso i materiali, estremamente rigidi e duri tipici della costruzione in composito del veicolo di Riccardo. Ciò significa che il suono era abbastanza validamente trasmesso fino al registratore per via puramente meccanica, attraverso l'intera struttura del razzo, esattamente come succede in realtà, per esempio, in natura nel corpo umano. Spiego: ognuno di noi ha due orecchie e crede di sentire la propria voce quando parla ma in realtà ode la voce che gli viene trasmessa agli apparati auricolari attraverso i tessuti della testa (ossa e cartilagini) e per questo motivo normalmente si meraviglia quando sente la propria voce registrata per la prima volta. E' un fatto assoltamente normale.

Analogamente, il registratorino collocato nell'ogiva del Rocco1 di Riccardo ha potuto registrare più che benino i suoni dell'intero volo perché essi arrivavano trasmessi meccanicamente attraverso l'intera struttura e quindi NON aveva alcuna importanza che il microfono fosse molto lontano dalla sorgente del rumore. Inoltre la struttura realizzata in fibra di carbonio è rigidissima e adattissima a trasmettere vibrazioni MOLTO fedelmente. Se il veicolo fosse stato realizzato con materiali meno nobili avremmo avuto una minore trasmissione del suono e ottenuto una registrazione molto più scadente. Anche per questo motivo credo di poter sostenere che tutti gli eventi registrati dal registratorino siano riprodotti sufficientemente bene e in misura abbastanza fedele.

 

 

Testo dalla ml "razzimodellismo" giovedì 29 aprile 2004. Seguiranno testi più particolareggiati e precisi. Chiedo scusa a Riccardo per la frammentarietà dei dati, ma pian pianino verrà fuori un documento ordinato e preciso.

 

La perizia della XYZ procede, pian pianino. Vi illustro i primi risultati.

Come vi ho detto, la cassettina di Riccardo è in discrete condizioni. Anche con un frammento plastico del case all'interno che periodicamente si incastra nel nastro, la cassetta è in grado di funzionare. Dovrei estrarlo ma mi sono deciso di infilare la cassettina in uno dei miei più preziosi registratori, un Sony TC-MR2, deck stereo a microcassette, vero gioiellino assolutamente introvabile in Italia che ho comprato diciannove anni fa grazie a un amico in GBC).

Il mio registratore storico è stato rimesso in funzione per l'occasione dopo anni di inattività e ancora una volta ha lavorato magnificamente.

Appunti sulla registrazione. Riccardo, non hai controllato il registratorino prima di cominciare a registrare. Non è gravissimo, ma hai commesso un paio di errorini: primo, non hai controllato la velocità, era su quella più bassa che dà sì più durata del nastro (cassetta da 30 minuti, quindici per lato), quindi un lato durava trenta minuti, però così facendo la macchina ha registrato con la più bassa densità di magnetizzazione sul nastro, che è funzione della velocità. Inoltre, così facendo, si perde moltissimo in definizione audio e in risposta in frequenza. IN secondo luogo, la registrazione andava almeno prima provata e poi controllata, per verificare che il suono sia forte e chiaro. Infatti il suono è molto basso e rumorosissimo, veramente inciso al dieci per cento circa delle possibilità normali di un microcassette.

Ho trasferito su pc tutta la registrazione contenuta nella cassettina, che dura circa dodici minuti. Il problemino della velocità è che il mio Sony, essendo un registratore di elevatissima qualità (per l'epoca, venti anni fa) ha solo la velocità più alta, quella di 2,4 cm al secondo, con cui è in grado di offrire una risposta in frequenza tra i 30 e i 14000 Hz e una dinamica di circa 45 dB (pur senza Dolby!). Quindi ho trasferito la registrazione su pc con una velocità doppia a quella originale a cui è stata effettuata dal tuo registratorino. Quindi si sentono lontanissime voci e suoni alla paperino. Poco male, anzi, trasferire il nastro a una velocità maggiore ci consente di ottenere un segnale più alto perché le particelle magnetiche del nastro scorrono in numero maggiore nell'unità di tempo e di conseguenza l'uscita elettrica della testina è più alta.

Quindi, con il mio solito sw di elaborazione audio ho provveduto a
risistemare il valore di velocità corretto. Basandomi sull'inizio della
registrazione in cui si sentono le voci di Stefano e Riccardo ho fissato il valore della velocità che mi è risultato di 0,51 (con il mio orecchio, molto allenato all'ascolto stimo in un punto percentuale l'errore massimo). Quindi ho riottenuto la registrazione alla velocità originale o perlomeno più vicina possibile a quella del tuo registratore.

 

Grafico dell'intera registrazione estratta dalla microcassetta del registratore contenuto nell'ogiva di Rocco 1. Sono visibili i bip bip iniziali, il rumore prodotto dal motore (evento a 0'8"4 circa), il suono del deploy (0'22" circa), l'aumento del rumore dovuto alla parziale estrazione dell'ogiva e infine il picco al momento dell'impatto a terra.

 

* * * * *


A questo punto ho riascoltato tutto il segmento e ho dovuto lavorare
parecchio di filtri, di volume e di equalizzatore, pur usati con parsimonia per aumentare il volume senza fare annegare il segnale utile nel rumore.

Insomma, alla fine c'è il pezzetto che ci interessa. Ridotto a trenta
secondi, mi sbilancio nel dire che c'è la registrazione dell'intero volo, dal decollo fino all'impatto a terra. Il che è veramente incredibile pensando alle sollecitazioni sopportate dal motorino e al piccolissimo volano del registratorino. Però devo dire anche che diciassette o anche venti g non sono poi tantissimi e le piccole masse in gioco della meccanica del registratore hanno apparentemente sopportato più che bene le accelerazioni prodotte dal motore.

Più avanti spiegherò, per i più interessati, più nel dettaglio, mentre un completo esame del tutto finirà in un documento scritto che metterò giù molto lentamente e finirà sul mio sito, dopo che Riccardo avrà visionato il tutto.

Intanto dico subito che mi sembra di ascoltare abbastanza chiaramente il rumore prodotto dal motore, molto lungo, direi anche sei, sette secondi, poi si ode un qualcosa di simile a un fischio di turbina in arresto. Parecchi secondi di rumore di fondo intervallati dal bip-bip (che è stato assolutamente utilissimo, vi spiegherò poi il perché) e infine il rumore di un improvviso aumento di pressione (non uno scoppio, bensì una lenta deflagrazione) e subito dopo uno sfiato, ho avuto l'impressione che l'ogiva si sia parzialmente sfilata dal tubo e sia rimasta ferma ancora parzialmente dentro il tubo. Perché da quel momento il rumore aerodinamico è molto più forte e si avverte chiaramente il rumore aerodinamico tipico di una costante accelerazione, che culmina con l'impatto che distrugge il registratorino (la registrazione si interrompe).


Quindi il mio contributo nell'inchiesta sul lancio non proprio perfetto è di DUE elementi:

Primo, la carica di deploy ha prodotto gas molto lentamente (mancanza di scoppio ma combustione lenta della polvere);

Secondo, la pressurizzazione lenta ha causato una piccola onda d'urto sulla base dell'ogiva, che NON è saltata via ma si è lentamente spostata verticalmente finché la pressione è sfuggita attraverso le superfici dell'interno del tubo e della spalla dell'ogiva; l'ogiva è però rimasta in sede dopo un piccolo spostamento e il veicolo ha mantenuto le caratteristiche aerodinamiche a testa in giù. Però, naturalmente, in questo caso il rumore aerodinamico poteva essere più facilmente ripreso dal registratore perché c'era meno spessore di materiale da attraversare.

 

 

Questo frammento comprende il momento del deploy e il resto del volo fino all'impatto. L'evento a 0'22" è registrato molto bene, il che è piuttosto inspiegabile per una detonazione. Subito dopo, a circa 0'22"5 c'è una sorta di "sfiato", ovvero sembra che la pressione prodotta dal deploy sfugga velocemente per una fessura. Da quel momento il rumore aerodinamico appare più forte, segno che il suono attraversa meno materia dura. Il tutto fino al momento dell'impatto (evento che produce un picco fortissimo che porta in saturazione il registratorino.

 

Ecco, molto allargato nella scala temporale, il suono prodotto dall'evento del deploy. Come si vede la forma d'onda è assolutamente tranquilla, NON tosata come dovrebbe essere un evento violento ed improvviso (e fortissimo in intensità) da parte dei circuiti del registratorino. Ciò, a mio avviso, indica un evento piuttosto soft, non proprio una detonazione ma piuttosto una lenta deflagrazione. Vedremo poi, in base all'indagine sul veicolo che Riccardo effettuerà, a COSA potrebbe essere ricondotto questo strano fenomeno ("stay tuned" per i futuri aggiornamenti di questa pagina).

 

Caduta e impatto.Naturalmente il registratorino si è distrutto ma il picco è stato registrato, anzi in realtà la macchina ha avuto il tempo di registrare diversi picchi prima di "morire". Queste sono testimonianze preziosissime, esattamente come accade nelle indagini degli incidenti aeronautici. In piccolo, s'intende.

 

* * * * *


Quindi mi azzardo nel dire che, esattamente come nei disastri dell'era spaziale, anche nel nostro caso la causa dell'incidente NON è una sola bensì la concomitante presenza di DUE eventi parimenti pericolosi (e cioè lenta combustione della polvere che doveva produrre il deploy e scarsa aderenza e scorrevolezza delle superfici tra la spalla dell'ogiva e l'interno del tubo).

Adesso aspetto commenti e domande, su cui potrò rispondere nei prossimi giorni, anche se devo comunque ristudiare bene il tutto, però devo dire che questo esperimento, anche se contraddistingue un evento piuttosto drammatico per Riccardo, è per me divertentissimo ed estremamente istruttivo E devo dire che il carico utile del registratorino mi ha permesso di farmi un'idea abbastanza precisa sul fatto. Spero di essere stato chiaro e soprattutto utile.

Documento sonoro: la registrazione estratta dalla microcassetta.

Visita il sito di Riccardo Paleari

 

 

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