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Skapikol

Un inedito veicolo a razzo ispirato alla torretta di salvataggio Apollo.

 

Report di lancio 1


Estratto dalla ml di Acme "Razzimodellismo". Integrazioni al testo novembre 2003.

* * * * *
Milano, 27 dicembre 2001

Report di lancio, Cape Cadaveral, pomeriggio di Natale.

L'ho chiamato Skapikol, dato che avevo paura che si sarebbe comportato da cavallo imbizzarrito. E invece. Immaginate la torretta di salvataggio dell'Apollo (da cui ho ovviamente tratto l'idea anni fa. Anzi, se andate a vedere sul libro di Stine trovate la foto di quel ragazzo che mostra un missiletto con due motori affiancati all'ogiva; quando ho visto quella foto sette anni fa son diventato matto), sotto la quale ho applicato, al posto di una capsula Apollo (per il momento, ma l'intenzione è appunto quella), un tubo di allungamento e quattro alettoni in balsa ricoperta in carta.

Insomma, si tratta di un missile a "trazione anteriore", per dire così. Nel tubo è ospitata una sezione baffle e superiormente il vano paracadute (Estes da 300 mm.). A completare, un nose cone interamente realizzato per autocostruzione.

Il tubo è raccordato con una sezione tronco conica che parte dal diametro di 42 mm. (diametro del tubo) per arrivare, con una lunghezza di circa 60 mm, ad un diametro di circa 60 mm. In questa sezione sono ospitati due motori da 18 mm. inclinati verso l'esterno di 7 gradi.

Un semplice sistema di adattatore per il tubo con gli alettoni e, ovviamente, il tutto è smontabile in quattro sezioni principali fermate e tenute assieme con minuscole viti. Il CP di Rocksim è enormemente arretrato rispetto al CG e, cosa assolutamente inusuale, i motori sono di pochi centimetri AVANZATI rispetto al CG. Insomma,un incubo aviatorio.

Abbiamo parlato spesse volte Stefano, Tommaso e io di questo affare, sì che avevo parecchi dubbi sulla sua stabilità. Rocksim mi diceva di andare tranquillo, pur con tutti i limiti della simulazione che NON poteva considerare la spinta inclinata di due motori e della posizione avanzata di applicazione della spinta. Insomma, come ai vecchi bei tempi, ho dovuto provare.

Insomma, un bimotore "C", del peso al decollo di centocinquanta grammi. Interamente autocostruito con l'eccezione dei motori e del paracadute. Ho realizzato in dieci minuti una rampa di lancio estemporanea con asta da 4 mm. e alle tre del pomeriggio di Natale Jaegermeister e io siamo usciti per il campetto dietro casa (Cape Cadaveral!).

Avevo dimenticato i tappini per fissare gli accenditori a Milano e ho chiesto a mia sorella di regalarmi un po' del pongo che ancora conserva per la nostra nipotina quando sarà in grado di giocarci e, avendone avuto in regalo un centimetro cubo scarso, ho dato incarico a Jaegermeister di impastarlo tra pollice e indice per ammorbidirlo.La temperatura di DUE gradi sotto lo zero non aiutava e, insomma, oltre al pongo ho utilizzato del masking tape. Insomma, proprio come ai vecchi tempi.

Batteria Pb-gel da 12Volt, cavetto di emergenza e via.

I motori si sono accesi prontissimamente e contemporaneamente, il veicolo è schizzato via dirittissimo e stabilissimo, arcuandosi leggermente verso nord. La simulazione mi dava 77 metri e credo che siano stati assolutamente rispettati. Deploy appena dopo l'apogeo, atterraggio nel cantiere del nuovo campo sportivo, chiuso con ben due giri di filo di ferro. Ho guardato circospetto da tutte le parti e sono entrato, recuperando il veicolo in perfette condizioni.

Quindi, a casa, veloce esame del veicolo. Smontato delicatamente, la zona baffle appariva  notevolmente sollecitata termicamente, data la scarsa quantità di materiale (cartoncino e dischetto di balsa) e la piccola quantità di paglietta aveva assorbito il calore delle cariche di deploy dei due motori ma trovandosi a contatto con parti piuttosto delicate si notavano delle estese zone annerite. Sotto la zona motori, il tubo con gli impennaggi presentava notevoli accumuli di detriti da combustione. I getti dei due motori, angolati di soli sette gradi, hanno quasi investito il tubo di supporto delle pinne. Diciamo che la cosa era prevista e quindi non mi sono preoccupato. Naturalmente, dato che il volo è stato regolarissimo e assomigliava veramente a quello di un normalissimo razzomodello, forse si poteva pensare di angolare maggiormente i due motori. Beh, terremo presente per il prossimo veicolo sperimentale che beneficerà di queste considerazioni. Infine, il paracadute Estes non ha riportato danni.

Il modellino non presenta apparentemente danni esterni. Quindi può volare nuovamente nelle stesse identiche condizioni. Il veicolo viene rimontato e l'esperimento della conferma del volo diventa adesso il prossimo obiettivo. Con due voli regolari potrò pensare di avere costruito un razzetto del tutto inusuale ma efficace. In ogni caso il primo volo è stato assolutamente soddisfacente e se tutto andrà bene anche nel prossimo volo, penserò a un nuovo modello che possa sollevare una capsula dotata di carico utile.

 

Qualche immagine del primo lancio, Cape Cadaveral 25 dicembre 2001

 

Pare la tundra siberiana, io ho il cappello di Gagarin e Jaegermeisteer di spalle regge lo Skapikol ancora colorato in grigio durante i preparativi al lancio.

 

 

Jaegermeister e "Gagarin" Xyz per la foto prima del lancio, si sa mai che DOPO non rimanga più granchè da fotografare. Foto da webcam, scusate la cattiva qualità. Soggetti già poco carini di per se stessi, scusate la cattiva impressione.

 

 

I due loschi figuri, su indicazione di Doriana autrice della ripresa fotografica, indicano la luna alta nel cielo (si vede?).

 

 

Lo Skapikol sulla estemporanea rampa di lancio. 

 

 

Il lancio è come al solito troppo rapido per la webcam che ha un otturatore veloce come le camere oscure dei fratelli Lumière.

 

 

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