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Razzimodellismo
Skapikol
Un inedito veicolo a razzo ispirato alla
torretta di salvataggio Apollo.
Report di lancio 2.
Estratto dalla ml di Acme
"Razzimodellismo". Integrazioni al testo novembre 2003.
* * * * *
Cape Cadaveral, 30 dicembre
2001
Ieri pomeriggio secondo lancio dello Skapikol.
Velocemente: preparazione con due Estes
C6-7. Lancio, consueta immediata e contemporanea accensione dei due motori
(e stavolta avevo i tappini, mi ero ricordato di prenderli prima di
ripartire da Milano), decollo velocissimo, traiettoria dirittissima
(niente vento, due o tre gradi sopra lo zero), mi aspetto che il notevole
numero di secondi di delay mi producano l'espulsione a una quota piuttosto
bassa. E invece, dopo il lancio, ho subito l'impressione che la quota
raggiunta dal missiletto sia notevolmente superiore a quella indicata
dalle simulazioni (settantasette metri mi sembrano pochi, data la quasi
infinita ascesa), e con difficoltà noto da terra che il veicolo inizia a
cadere. E cade, riassumendo una stabilissima traiettoria a testa in giù.
Non mi preoccupo, ma i secondi passano e, finalmente, vedo che il
nose-cone salta via ma il paracadute rimane all'interno della fusoliera.
Il modellino prosegue la sua corsa a testa in giù con il nose cone
affiancato. Stabilissimo, arriva a terra a pochi passi da Jaegermeister e
da me.
Impatto in mezzo alla stradina, a soli quindici metri di
distanza dalla rampa di lancio. Lo schianto è notevole e mi aspetto di
vedere il veicolo distrutto. Lo raccolgo ancora fumante e mi faccio fare
un paio di foto.
Il nose cone è assolutamente integro, non così la
fusoliera che si è accorciata a fisarmonica. In pratica ha assorbito tutta
l'energia dell'impatto, il resto del veicolo è intero e nemmeno un
alettone si è rotto. Solo un leggero danno alla sezione conica, dovuto
alla rotazione successiva all'impatto a terra.
Rientrato in casa
smonto e noto che avevo forse impacchettato male il paracadute,
lasciandolo troppo largo sparso all'interno della fusoliera. Si è
incastrato nell'attacco della shock cord ed è rimasto lì, dopo che i gas
del deploy sono passati ai lati e han sparato via il nose-cone. Noto
una leggera deformazione di una pinna, dovuta senz'altro all'impatto. La
pinna è realizzata in balsa da 2 mm. rivestita in carta da 80 grammi. Ha
resistito in maniera incredibile, non devo nemmeno preoccuparmi di
ricoprirla, basterà rimetterla in squadra e aggiungere un filo di
colla.
All'ascolto della registrazione audio
cronometro in sedici secondi e tre decimi la durata dell'intero volo
(facile, perchè c'è il rumore dell'accensione dei motori e dell'impatto a
terra). Mi pare una notevolissima durata. Come sempre Jaegermeister e i
suoi commenti finiranno in archivio.
Per il resto tutto ha
funzionato bene.
Oggi, con calma, ho ricostruito un nuovo tubo e
l'ho adattato al resto del veicolo, riottenendo la normale configurazione
di volo. Nuovamente quasi pronto al lancio.
Il bello della
costruzione a sezioni è che si può, in alcuni casi, minimizzare i danni in
caso di incidente e, soprattutto, mettersi a lavorare su parti ridotte per
ricostruzioni o riparazioni. Nel mio caso, una volta smontato il veicolo,
ho provveduto a ricostruire la sola parte troppo danneggiata, vale a dire
il tubo superiore che contiene il paracadute. Realizzato con cartoncino da
220 grammi, identico a quello originale, il nuovo tubo diventa però
leggerissimamente più stretto del primo, sì che devo carteggiare l'interno
di esso e anche un pochino la spalla del nose cone. A sera comunque il
veicolo è completamente rimesso in grado di volare di nuovo.
La zona baffle appare molto provata dai due lanci.
Ripulisco la sezione cilindrica e rinnovo la paglietta. Ma ne approfitto
per sostituire un elemento di cartoncino, a forma di anello, che fissa il
nuvo tubo. Credo che altri due lanci siano il massimo che la struttura
possa sopportare prima di un cedimento ad opera di bruciatura.
Nel complesso, comunque, sono molto soddisfatto di come
il piccolo veicolo di prova sta lavorando e sono veramente convinto che un
nuovo modello più grande e sofisticato possa funzionare senza grossi
problemi.
Sarebbe opportuno riverniciarlo, credo che lo
farò interamente rosso. Ancora un lancio e poi il modellino sarà messo in
pensione. Credo di avere imparato abbastanza per un veicolo da esso
derivato, ovviamente più potente.
Qualche immagine del secondo volo

E' una giornata un pochino meno fredda a Cape Cadaveral. Non impiego il
copricapo russo.

Non ho immagini decenti del lancio. Ne ho molte, invece, del veicolo
sperimentale dopo l'atterraggio.

La fusoliera che contiene il paracadute ancora incastrato al suo
interno è deformata dall'impatto. In effetti il resto del veicolo è in
buone condizioni e la costruzione modulare in quattro sezioni renderà
facile la sostituzione dei soli elementi distrutti (solo il tubo
contenitore del paracadute) e la riparazione di quelli danneggiati
lievemente (il tronco cono portamotori).
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