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Un inedito veicolo a razzo ispirato alla torretta di salvataggio Apollo.

Report di lancio 2.


Estratto dalla ml di Acme "Razzimodellismo". Integrazioni al testo novembre 2003.

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Cape Cadaveral, 30 dicembre 2001

Ieri pomeriggio secondo lancio dello Skapikol.

 


Velocemente: preparazione con due Estes C6-7. Lancio, consueta immediata e contemporanea accensione dei due motori (e stavolta avevo i tappini, mi ero ricordato di prenderli prima di ripartire da Milano), decollo velocissimo, traiettoria dirittissima (niente vento, due o tre gradi sopra lo zero), mi aspetto che il notevole numero di secondi di delay mi producano l'espulsione a una quota piuttosto bassa. E invece, dopo il lancio, ho subito l'impressione che la quota raggiunta dal missiletto sia notevolmente superiore a quella indicata dalle simulazioni (settantasette metri mi sembrano pochi, data la quasi infinita ascesa), e con difficoltà noto da terra che il veicolo inizia a cadere. E cade, riassumendo una stabilissima traiettoria a testa in giù. Non mi preoccupo, ma i secondi passano e, finalmente, vedo che il nose-cone salta via ma il paracadute rimane all'interno della fusoliera. Il modellino prosegue la sua corsa a testa in giù con il nose cone affiancato. Stabilissimo, arriva a terra a pochi passi da Jaegermeister e da me.

Impatto in mezzo alla stradina, a soli quindici metri di distanza dalla rampa di lancio. Lo schianto è notevole e mi aspetto di vedere il veicolo distrutto. Lo raccolgo ancora fumante e mi faccio fare un paio di foto.

Il nose cone è assolutamente integro, non così la fusoliera che si è accorciata a fisarmonica. In pratica ha assorbito tutta l'energia dell'impatto, il resto del veicolo è intero e nemmeno un alettone si è rotto. Solo un leggero danno alla sezione conica, dovuto alla rotazione successiva all'impatto a terra.

Rientrato in casa smonto e noto che avevo forse impacchettato male il paracadute, lasciandolo troppo largo sparso all'interno della fusoliera. Si è incastrato nell'attacco della shock cord ed è rimasto lì, dopo che i gas del deploy sono passati ai lati e han sparato via il nose-cone.
Noto una leggera deformazione di una pinna, dovuta senz'altro all'impatto. La pinna è realizzata in balsa da 2 mm. rivestita in carta da 80 grammi. Ha resistito in maniera incredibile, non devo nemmeno preoccuparmi di ricoprirla, basterà rimetterla in squadra e aggiungere un filo di colla. 


All'ascolto della registrazione audio cronometro in sedici secondi e tre decimi la durata dell'intero volo (facile, perchè c'è il rumore dell'accensione dei motori e dell'impatto a terra). Mi pare una notevolissima durata. Come sempre Jaegermeister e i suoi commenti finiranno in archivio.

Per il resto tutto ha funzionato bene.

Oggi, con calma, ho ricostruito un nuovo tubo e l'ho adattato al resto del veicolo, riottenendo la normale configurazione di volo. Nuovamente quasi pronto al lancio.

Il bello della costruzione a sezioni è che si può, in alcuni casi, minimizzare i danni in caso di incidente e, soprattutto, mettersi a lavorare su parti ridotte per ricostruzioni o riparazioni. Nel mio caso, una volta smontato il veicolo, ho provveduto a ricostruire la sola parte troppo danneggiata, vale a dire il tubo superiore che contiene il paracadute. Realizzato con cartoncino da 220 grammi, identico a quello originale, il nuovo tubo diventa però leggerissimamente più stretto del primo, sì che devo carteggiare l'interno di esso e anche un pochino la spalla del nose cone. A sera comunque il veicolo è completamente rimesso in grado di volare di nuovo.

La zona baffle appare molto provata dai due lanci. Ripulisco la sezione cilindrica e rinnovo la paglietta. Ma ne approfitto per sostituire un elemento di cartoncino, a forma di anello, che fissa il nuvo tubo. Credo che altri due lanci siano il massimo che la struttura possa sopportare prima di un cedimento ad opera di bruciatura. Nel complesso, comunque, sono molto soddisfatto di come il piccolo veicolo di prova sta lavorando e sono veramente convinto che un nuovo modello più grande e sofisticato possa funzionare senza grossi problemi.

Sarebbe opportuno riverniciarlo, credo che lo farò interamente rosso. Ancora un lancio e poi il modellino sarà messo in pensione. Credo di avere imparato abbastanza per un veicolo da esso derivato, ovviamente più potente.

 

Qualche immagine del secondo volo

 

E' una giornata un pochino meno fredda a Cape Cadaveral. Non impiego il copricapo russo. 

 

 

Non ho immagini decenti del lancio. Ne ho molte, invece, del veicolo sperimentale dopo l'atterraggio. 

 

 

La fusoliera che contiene il paracadute ancora incastrato al suo interno è deformata dall'impatto. In effetti il resto del veicolo è in buone condizioni e la costruzione modulare in quattro sezioni renderà facile la sostituzione dei soli elementi distrutti (solo il tubo contenitore del paracadute) e la riparazione di quelli danneggiati lievemente (il tronco cono portamotori).

 

 

 

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