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Le pagine di appunti di criscaso | |
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Razzimodellismo
Un inedito veicolo a razzo ispirato alla
torretta di salvataggio Apollo. Report di lancio 3.
* * * * * Lo Skapikol vola per la terza volta al terzo MIR. La domenica mattina mi decido a compilare la mia brava scheda di lancio e mi presento a Tommaso RSO. Arrivato il mio turno, Tommaso annuncia il volo del mio modello, rimarcandone le strane caratteristiche. Vado alla rampetta dotata dell'asta da 4 millimetri e collego le pinzette del cavetto che arriva dalla centralina. Precedentemente, al tavolo insieme a Riccardo, ho provveduto a preparare il mio missiletto, che sfoggia la nuova colorazione rossa. Due motori Estes C6-7 e l'attento collegamento dei miei accenditori che hanno la coppia di fili allungati rossoneri. Li ho collegati in parallelo dopo avere controllato via tester che gli accenditori, dopo il fissaggio dei tappini, non fossero interrotti. Quindi, credo, tutto quello che potevo fare per evitare disastri l'ho fatto. Ben pochi sono gli occhi che osservano, dato che al MIR si osservano ben altri modelli, molto più grandi e appariscenti, ma so che Stefano assiste con una certa curiosità. Tommaso procede con il count-down e il piccolo modello decolla dirittissimo e stabile, apparentemente come un normalissimo piccolo modello. Poco dopo l'apogeo il paracadute viene estratto correttamente e il modello scende da circa cento metri di quota, atterrando in mezzo alla coltura oltre la pista del nostro sito. Circa ottanta metri la distanza dal punto di decollo. Recupero senza difficoltà e torno sotto il tendone. Riccardo si complimenta con me per il modellino che oltre a essere strano è anche funzionante. Beh, io lo sapevo, ma un altro conto è dimostrarlo in pubblico. Diciamo che le due prove precedenti mi sono servite per essere abbastanza sicuro, ma nel razzimodellismo non c'è nulla di certo. Bene, anche il terzo lancio è un successo. Lo Skapikol ha dimostrato la validità di tutte le strane scelte costruttive e posso ritirarlo dal servizio attivo. Non volerà più perché strutturalmente non è abbastanza robusto. Esternamente è in perfette condizioni, a parte il tubo inferiore ancora una volta sporcato dai residui dei motori. Il programma Skapikol è così concluso con pieno successo. I dati raccolti con i tre voli sono stati annotati e sono estremamente interessanti. Per studiare più a fondo è necessario costruire un nuovo veicolo derivato dallo Skapikol, che sperimenti più a fondo alcune tecniche. In particolar modo bisogna approfondire il volo sotto spinta disassata (un motore non acceso), oppure la configurazione a tre o quattro motori e, naturalmente, il volo con una capsula elettronica al posto del tubo stabilizzatore. Questo è l'obiettivo da raggiungere. Non possiedo immagini del volo di Ozzano.
criscaso@criscaso.com
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